Il silenzio calò nella vasta sala conferenze come una pesante coperta di piombo. Le centinaia di invitati, avvolti nei loro abiti di alta moda, trattenevano il respiro. L’eco del tacco a spillo che aveva colpito il pavimento di marmo, subito dopo aver sfiorato il viso segnato di mio padre, sembrava ancora risuonare nell’aria. Io ero in ginocchio, le mani tremanti che cercavano di raccogliere i fiori di campo schiacciati, mentre le lacrime mi offuscavano la vista. Guardai mio marito, l’uomo a cui avevo promesso amore eterno, l’uomo per cui avevo sacrificato la mia carriera. Era lì, sul palco, immobile, con un’espressione vuota e vigliacca, incapace di pronunciare una singola parola contro la prepotenza di sua madre.
Poi, il ronzio del microfono interruppe quel silenzio irreale. L’ospite d’onore, il magnate degli investimenti immobiliari Alessandro Moretti, un uomo la cui sola presenza aveva garantito il successo dell’intera…