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Il freddo della clinica sembrava improvvisamente svanire, sostituito da una rabbia rovente che mi bruciava nelle vene e mi offuscava la vista. Guardai mia madre, avvolta in una sottile coperta termica, con il suo prezioso vestito blu ancora umido riposto in un sacchetto di plastica trasparente. Non aveva mai chiesto nulla per sé stessa, non si era mai lamentata della sua vita, eppure quella famiglia di presunti aristocratici aveva appena cercato di comprarle la dignità per duecentocinquantamila dollari.
“No, mamma,” risposi finalmente alla sua domanda, stringendole la mano ruvida e segnata da innumerevoli anni di duro lavoro fisico e di sacrifici continui. “Non pensano solo che io possa…