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Il rumore sordo della porta blindata che si chiudeva alle sue spalle suonò come la pietra tombale posta su un’intera vita di sacrifici. Eleanor rimase immobile sul portico di marmo, la pioggia autunnale che iniziava a cadere sottile, mescolandosi alle lacrime che le rigavano il viso segnato dal tempo. La sua mano tremante stringeva ancora il manico gelido della valigia, l’unico oggetto che le era stato permesso di portare con sé. Fino a un’ora prima, quella era casa sua. L’aveva arredata lei, aveva curato il giardino di rose bianche che ora ondeggiava nel vento freddo, e, soprattutto, aveva versato i risparmi di una vita intera per permettere a David di acquistarla.
L’aria salmastra dell’oceano portava con sé una promessa di rinascita ogni singola mattina. Eleanor si svegliava al canto dei gabbiani e al suono ritmico delle onde che si infrangevano contro…