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Era nata sei settimane in anticipo. Quelle settimane rubate sembravano aver lasciato un’impronta indelebile su di lei, un marchio di fragilità che il mondo si sentiva in dovere di sottolineare. Ma per me, Lily era perfetta. Ogni suo respiro, ogni suo piccolo sorriso sdentato era una vittoria vinta contro il tempo e la paura.
La infilai nel suo cappottino di lana bianca, abbinato al vestitino di velluto rosso, e la strinsi al petto. Il viaggio in macchina verso la casa di mia madre…