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Il silenzio della stanza era rotto solo dal rantolo disperato di Merritt, che cercava disperatamente di catturare l’aria con polmoni ormai incapaci di funzionare da soli. I pezzi di plastica e titanio del suo costoso stimolatore respiratorio giacevano sul tappeto, ridotti in un cumulo di rottami inservibili da mani che non sapevano nemmeno cosa fosse la sofferenza.
Sutton continuava a guardare la nipote agonizzante con un’aria di fastidio insopportabile, come se la crisi respiratoria di una ragazza di diciannovesima fosse solo un fastidioso disturbo alla sua…