Era se avessi mai saputo la verità sull’uomo che avrei dovuto sposare.Fissai la donna seduta sulla sedia di mio padre, incapace di muovere un solo muscolo.
Il mio cervello sembrava aver smesso di funzionare, paralizzato dall’assurdità di quella situazione.
“Scusi?” riuscii finalmente a dire, sperando di aver sentito male.
Sua madre, Eleanor, roteò gli occhi con un’eleganza studiata e fredda.
“Ho detto che dovresti andare in cucina, Felicity.”
“I miei ospiti stanno aspettando l’antipasto da venti minuti e Lucas non sa dove tieni i vassoi buoni.”
“I tuoi ospiti?” ripetei, stringendo le chiavi dell’auto così forte da farmi male alle dita.
“In casa mia?”
Eleanor fece un sorso di vino, posando poi il bicchiere con estrema calma sul tavolino di quercia.
Quel tavolino era un pezzo unico, restaurato da mio nonno, e lei non stava nemmeno usando un sottobicchiere.
“Oh, andiamo, non fare la drammatica.”
“Tra pochi mesi tu e Lucas sarete sposati.”
“Quello che è tuo è suo, e la sua famiglia è la tua famiglia.”
“Quindi, tecnicamente, questa è anche casa nostra.”
Il sangue mi gelò nelle vene a quelle parole.
Non era solo la sfacciataggine del gesto, ma la presunzione assoluta con cui lo stava giustificando.
In quel momento, dalla porta oscillante della cucina emerse Lucas.
Indossava un grembiule sopra la sua camicia azzurra, i capelli perfetti come sempre, ma con un’espressione visibilmente stressata.
“Felicity! Sei tornata presto,” disse, sorridendo in modo nervoso e quasi colpevole.
“Amore, mi daresti una mano?”
“La zia Clara ha bisogno del pane senza glutine e non riesco a trovare il cestino del pane.”
Lo guardai in silenzio, poi guardai le quindici facce di perfetti sconosciuti.
Erano parenti lontani e amici di famiglia che avevo visto a malapena in fotografia, ora comodamente seduti al mio tavolo da pranzo.
Stavano mangiando, bevendo e ridendo, come se fossimo in un ristorante in cui io ero appena entrata per fare la cameriera.
“Lucas,” dissi, la mia voce fredda e bassa, sorprendendo persino me stessa.
“Cosa sta succedendo esattamente qui?”
Lui si avvicinò, cercando di mettermi un braccio attorno alle spalle per calmarmi, ma io feci un rapido passo indietro.
“Sorpresa!” sussurrò lui, cercando di far sembrare la cosa allegra.
“Mia madre voleva organizzare una cena per far conoscere meglio le nostre famiglie allargate prima del matrimonio.”
“Visto che la nostra casa è così grande e bella, ha pensato che fosse il posto perfetto per ospitare tutti.”
“La nostra casa?” ripetei, scandendo bene ogni singola sillaba.
“Lucas, questa casa è esclusivamente mia.”
“I miei genitori me l’hanno intestata anni fa, prima ancora che noi due ci conoscessimo.”
L’espressione di Lucas si indurì leggermente, e i suoi occhi saettarono preoccupati verso sua madre.
Eleanor, comodamente seduta in salotto, intervenne senza nemmeno fare lo sforzo di alzarsi.
“Lucas, te l’avevo detto fin dall’inizio che questa ragazza era troppo attaccata alle cose materiali.”
“Una vera moglie sa condividere tutto con il marito e la sua famiglia, senza egoismi.”
Mi voltai verso di lei, sentendo un’ondata di rabbia pura e bollente salirmi dallo stomaco fino alla gola.
“Una vera ospite non si introduce in casa d’altri senza essere stata esplicitamente invitata,” le risposi, guardandola dritta negli occhi.
“E sicuramente non si permette di dare ordini alla legittima proprietaria di casa.”
Il silenzio calò improvvisamente in tutta la sala da pranzo.
Il rumore allegro delle posate contro i piatti di porcellana si fermò di colpo.
Tutti i presenti mi stavano guardando: alcuni con evidente shock, altri con aperto e malcelato disprezzo.
Lucas mi afferrò per un braccio, questa volta con una presa più ferma e insistente.
“Felicity, stai facendo una scenata terribile davanti a tutta la mia famiglia,” sibilò a denti stretti vicino al mio orecchio.
“Vai subito in cucina, calmati, e poi vieni qui a scusarti con mia madre.”
Guardai la sua mano strettamente serrata sul mio braccio, sentendo un brivido di delusione.
Poi alzai lo sguardo sul suo viso, cercando disperatamente l’uomo dolce e premuroso che pensavo di amare.
Non c’era nessuna traccia di lui.
Davanti a me c’era solo un uomo debole, terrorizzato dall’idea di deludere sua madre e pronto a sacrificare la mia dignità per compiacerla.
“Togli immediatamente la tua mano,” dissi, con una calma glaciale che faceva quasi paura.
Lui lasciò la presa all’istante, sorpreso e turbato dal mio tono perentorio.
“Avete esattamente dieci minuti per far uscire tutte queste persone da casa mia,” annunciai.
Parlai a voce abbastanza alta da essere chiaramente sentita da tutti i commensali seduti al tavolo.
“Cosa?” balbettò Lucas, sbiancando in viso.
“Non puoi essere seria, Felicity!”
“Oh, credimi, sono serissima,” risposi, facendo scivolare la pesante borsa dalla spalla e posandola sulla console dell’ingresso.
“Questa non è una sala ricevimenti gratuita a vostra disposizione, e io non sono la vostra domestica.”
Eleanor si alzò in piedi di scatto, il viso rosso di rabbia, sistemandosi nervosamente il vestito di seta.
“Sei una ragazzina profondamente maleducata e incredibilmente ingrata!”
“Mio figlio merita un destino decisamente migliore di una donna così egoista e meschina.”
“Su questo punto siamo perfettamente d’accordo,” risposi senza battere minimamente ciglio.
“E sono sicura che tu, come brava madre, gli troverai presto una ragazza disposta a farsi calpestare da te ogni giorno.”
“Ma quella donna rassegnata non sarò mai io.”
Portai la mano sinistra verso la destra e mi sfilai lentamente l’anello di fidanzamento dal dito anulare.
Era un bellissimo diamante, scelto minuziosamente da lui, ma pagato in gran parte con i miei risparmi.
All’epoca mi aveva convinta dicendo che “era momentaneamente a corto di liquidità” per via degli investimenti.
Lo presi tra le dita e lo lasciai cadere nel palmo della mano di Lucas, che lo guardò terrorizzato, come se fosse un insetto velenoso.
“Il nostro matrimonio è ufficialmente annullato,” dissi.
Mentre pronunciavo quelle parole, sentii un incredibile, inaspettato senso di leggerezza farsi spazio nel mio petto.
“Felicity, ti prego, non fare così, sei solo stanca per il lavoro e stai esagerando,” cercò di rimediare Lucas, con la voce ora pietosamente tremante.
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