Era un martedì piovoso di novembre quando il passato decise di bussare di nuovo alla mia porta, indossando un completo sartoriale di lana grigia.
Arthur Vance entrò nel mio ufficio senza farsi annunciare. Il mio assistente, un ex analista di dati della NSA di nome Elias, sapeva bene che ad Arthur non si chiedeva di attendere. L’avvocato si mosse con la sua consueta eleganza predatoria, chiudendo la porta a vetri dietro di sé e posando una spessa cartellina di pelle nera sulla mia scrivania di mogano.
«Pensavo fossi in tribunale oggi a distruggere qualche magnate del settore immobiliare,» dissi, senza alzare gli occhi dai monitor dove scorrevano righe di codice e bilanci aziendali.
«Hanno patteggiato alle nove del mattino. Hanno visto i numeri che avevi preparato per noi e hanno deciso che la prigione di minima sicurezza era un’opzione peggiore della bancarotta,» rispose Arthur, accomodandosi sulla poltrona di pelle di fronte a me. Si versò un bicchiere d’acqua frizzante dalla caraffa sul tavolo. «Ho qualcosa di nuovo per te. Qualcosa che richiede il tuo tocco speciale.»
Sospirai, chiudendo il portatile. «Arthur, ti ho detto che non prendo casi di frode sanitaria o incidenti stradali gonfiati. Sono noiosi.»
«Questo non è noioso. Questo è un capolavoro di architettura criminale moderna,» disse, picchiettando l’indice sulla cartellina nera. «Un conglomerato di media digitali con sede a Cipro, ma operativo qui a New York, la Elysium Digital Partners. Hanno stipulato polizze assicurative multimilionarie contro il rischio di ‘danno reputazionale catastrofico’ per una scuderia di dodici mega-influencer e celebrità di Internet.»
Inarcai un sopracciglio. Le polizze per danni reputazionali erano un prodotto di nicchia, estremamente costoso e riservato a figure pubbliche il cui reddito dipendeva interamente dall’immagine. Se un attore veniva cancellato per uno scandalo, l’assicurazione copriva le perdite di contratti e sponsorizzazioni. Era un terreno minato, difficilissimo da quantificare.
«E qual è il problema?» chiesi.
«Il problema,» sussurrò Arthur, gli occhi che brillavano di un’oscura eccitazione, «è che negli ultimi otto mesi, tre dei loro influencer di punta sono stati distrutti da scandali devastanti. Scandali perfetti. Prove inconfutabili di razzismo in chat private trapelate, appropriazione indebita di fondi di beneficenza, e un caso di molestie coperto da finti NDA. Tre cadute libere. Tre attivazioni della polizza. Le compagnie di assicurazione che io rappresento hanno già sborsato ventidue milioni di dollari, e c’è una quarta richiesta in sospeso per altri quindici.»
Mi appoggiai allo schienale della sedia. «Sembra solo sfortuna per le compagnie di assicurazione. Se gli influencer sono feccia, alla fine vengono scoperti.»
«È qui che entri in gioco tu, Sloan. Le compagnie di assicurazione credono che gli scandali siano stati architettati dall’interno. Fabbricati su misura. Le carriere di questi influencer erano già in fase di stallo, i loro tassi di interazione stavano calando. Prima che il mercato se ne accorgesse e gli sponsor si ritirassero naturalmente, Elysium ha orchestrato la loro distruzione pubblica per incassare le polizze al massimo del loro valore teorico. Una demolizione controllata, per così dire.»
L’idea era geniale nella sua crudeltà. Bruciare l’asset prima che si svaluti, e incassare il premio assicurativo. Era l’equivalente digitale di dare fuoco a un magazzino fatiscente.
Aprii la cartellina e cominciai a sfogliare i documenti. Numeri, date, proiezioni di traffico, estratti conto. La mia mente scattò immediatamente nella modalità analitica. «Se hanno fabbricato gli scandali, ci deve essere un flusso di denaro per pagare gli hacker, i finti testimoni, o per comprare il silenzio di chi ha fatto trapelare i dati.»
«Esatto. I miei investigatori hanno seguito i soldi fino a un muro di società fiduciarie nel Delaware. Ma i documenti della Elysium mostrano una spesa ricorrente e massiccia per una società di consulenza esterna. Una misteriosa entità chiamata Vanguard Crisis Management LLC, registrata a Reno, in Nevada.» Arthur fece una pausa, scrutando il mio viso. «Il nome è simile al tuo, ma non è questa la coincidenza che mi ha fatto venire fin qui.»
Girai la pagina, arrivando all’organigramma della Vanguard Crisis Management. Sotto il labirinto di direttori fittizi e prestanome, c’era un documento di delega firmato. Una firma in calce che avrei riconosciuto anche al buio, vergata con lo stesso corsivo pretenzioso e affilato che aveva firmato le mie giustificazioni scolastiche e, anni dopo, i prestiti ipotecari fallimentari.
Sibil Sterling.
Il respiro mi si fermò in gola per una frazione di secondo. La stanza sembrò improvvisamente più fredda. Mia madre.
Non avevo avuto sue notizie dal giorno in cui avevamo lasciato lo studio di Arthur, quasi quattro anni prima. Le avevo tolto tutto: la casa, i soldi, il prestigio sociale. Pensavo che si fosse ritirata in qualche buco di provincia a vivere di ricordi amari e pensioni sociali. Evidentemente, avevo sottovalutato la sua capacità di adattamento. Come un parassita privato del suo ospite principale, Sibil non era morta; aveva semplicemente trovato un organismo più grande e più ricco da infestare.
«Lei è la consulente per la gestione delle crisi,» mormorai, la mia voce un sussurro di ghiaccio.
«Gestione delle crisi, esatto. O, per meglio dire, creazione delle crisi. I miei investigatori credono che Sibil sia la mente dietro la costruzione degli scandali. Trova i punti deboli degli influencer — i loro segreti sporchi — e li fa esplodere nel momento esatto in cui l’analisi predittiva della Elysium indica che il loro valore di mercato sta per crollare.» Arthur si piegò in avanti. «Sloan, la tua famiglia non sta solo frodando le assicurazioni. Sta industrializzando la distruzione delle reputazioni. E lo sta facendo in modo così pulito che l’FBI non ha elementi per intervenire. È un crimine puramente finanziario, nascosto sotto la facciata dei pettegolezzi di Internet.»
«Hai detto ‘la tua famiglia’.» Alzai gli occhi di scatto. «E Fallon? Mia sorella fa parte di questo scempio?»
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