L’inverno cedette il passo a una primavera rigogliosa. I meli nel loro giardino fiorirono in una nuvola di petali bianchi e rosati, e fu proprio in una di quelle mattine tiepide e luminose di maggio che il loro bambino decise di venire al mondo.

La stanza d’ospedale era silenziosa, lontana anni luce dal caos freddo e clinico che Margaret avrebbe sicuramente preteso in una clinica privata di lusso, circondata da fotografi e addetti stampa. Lì c’erano solo Emily, Ryan, un’ostetrica gentile e il suono ritmico e rassicurante del monitor cardiaco.

Quando il primo vagito, forte e acuto, riempì la stanza,