La gigantesca fusione aziendale andò felicemente in porto, ma esclusivamente ed unicamente alle mie ferree condizioni, raddoppiando in un colpo solo il valore netto delle mie già cospicue azioni.
Inoltre, feci in modo legale e inattaccabile di escludere del tutto mio figlio Daniel da qualsiasi futura gestione esecutiva o decisionale, lasciandogli unicamente i dividendi minori a cui aveva ancora un remoto diritto legale.
Lui non provò nemmeno per un istante a contestare in tribunale la mia drastica decisione, rassegnandosi silenziosamente al ruolo patetico e marginale che si era costruito con le sue stesse mani e con la sua infinita debolezza d’animo.
Vendetti rapidamente e senza alcun rimpianto la grande, lussuosa e vuota casa di città e mi trasferii stabilmente a vivere sulle sponde tranquille del lago, nel nostro vecchio e amato capanno in legno che Richard amava tanto durante l’estate.
Feci cambiare di nuovo e per l’ultima volta tutte le serrature delle porte, questa volta tenendo le uniche copie esistenti delle chiavi saldamente e felicemente custodite nelle mie tasche.
E la primissima cosa che feci, il giorno stesso in cui mi trasferii definitivamente al lago per iniziare la mia nuova vita, fu chiamare un eccellente istruttore di nuoto professionista.
A sessantaquattro anni suonati, con il fedele Graham che mi guardava protettivo dalla veranda in legno sorseggiando pacificamente il suo tè freddo, entrai con coraggio nell’acqua fresca, pulita e cristallina del lago.
Imparai faticosamente a galleggiare, imparai a muovere correttamente le braccia e le gambe, imparai a respirare a ritmo senza farmi mai più prendere dal panico o dal terrore cieco.
Con il tempo, la costanza e la forza di volontà, imparai finalmente a nuotare.
Perché avevo finalmente compreso nel profondo dell’anima una lezione fondamentale e crudele che Vanessa, nella sua cieca arroganza e cattiveria, mi aveva costretto a imparare nel modo più duro e spaventoso possibile.
Nessuno sarebbe mai più venuto miracolosamente a salvarmi se non fossi stata io stessa la prima a combattere per la mia vita.
L’acqua non faceva assolutamente più paura, ma al contrario era diventata il simbolo limpido della mia rinascita personale e della mia forza d’animo indistruttibile.
Mentre nuotavo sicura e felice verso il centro esatto del lago, con il sole caldo che scaldava l’acqua dolce e il vento leggero che muoveva le fronde degli alberi circostanti, seppi con una certezza assoluta e pacifica di aver vinto la mia battaglia.
Il mio amato Richard, ovunque fosse, sarebbe stato immensamente e incredibilmente fiero della donna che ero diventata.
E io, in tutta la mia lunga vita, non ero mai stata così orgogliosa e fiera di me stessa come in quel perfetto momento.
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