Guardai ammirata la vasta superficie del lago oscurarsi rapidamente mentre la sera scendeva silenziosa e implacabile sulla valle boscosa.
Nessuno, per nessun motivo al mondo, avrebbe mai dipinto le perfette pareti bianche di questa stanza con quell’orribile sfumatura di blu.
Nessuno avrebbe mai portato e montato un ingombrante lettino per bambini in questo prezioso spazio luminoso.
Nessuno avrebbe lasciato rumorosi e colorati giocattoli di plastica sparsi in disordine su questo bellissimo e antico pavimento di quercia.
Questa luminosa area della casa sarebbe stata senza alcun dubbio la mia personale e inviolabile sala lettura.
L’indomani avrei subito ordinato online una grande e lussuosa poltrona di pelle marrone incredibilmente comoda da mettere proprio in quell’angolo esposto a est.
Avrei poi chiamato un falegname esperto per riempire tutte le ampie pareti disponibili di alti e solidi scaffali in legno massello.
Quegli scaffali avrebbero presto ospitato i miei innumerevoli e amati libri, raccolti con cura durante tutta una vita di letture appassionate.
Avrei trascorso in questa specifica stanza ore, giorni e anni interi a leggere, pensare e sognare in totale e indisturbata tranquillità.
Feci un respiro profondo e consapevole, riempiendo i polmoni di ossigeno fino a farli quasi scoppiare per la gioia.
L’aria fresca serale che filtrava dagli infissi odorava intensamente di pino fresco, terra umida e acqua dolce proveniente dal lago vicino.
Odorava innegabilmente e inebriantemente di totale, assoluta e incondizionata libertà personale.
Sapevo nel profondo della mia anima e del mio cuore di aver preso la decisione più giusta, sana e necessaria per la mia sopravvivenza mentale.
Sapevo di aver finalmente e coraggiosamente difeso la mia identità ferita dopo essermi annullata per compiacere gli altri per troppo, troppo tempo.
Ed ero ora profondamente, spiritualmente ed emotivamente pronta ad accogliere a braccia aperte tutto ciò che questa straordinaria e imprevista nuova vita aveva da offrirmi.
Sarei rimasta fisicamente da sola in questa grande casa, ma sarei stata infinitamente forte e padrona di me stessa.
E, finalmente, per la prima volta dall’inizio della mia storia, sarei stata veramente e autenticamente libera per sempre.
Chiusi dolcemente gli occhi stanchi e ascoltai semplicemente la melodia rassicurante del suono del mio stesso respiro tranquillo e misurato che riempiva la stanza silenziosa.
Non c’erano assolutamente più voci esigenti intorno a me pronte a dirmi costantemente cosa dovevo fare o chi dovevo essere per renderle felici.
L’unico ritmo vitale e costante che sentivo pulsare con forza e determinazione era unicamente il mio.
E per la prima volta dal giorno in cui ero nata, quel singolo, meraviglioso battito solitario mi sembrava più che sufficiente a riempire il mondo intero.

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