Mi avvicinai e le porsi un bicchiere di tè freddo alla pesca. Lei lo prese, ringraziandomi con gli occhi.

“È così bello qui, Alessia,” disse, guardando il paesaggio dorato dal sole calante. “Non avrei mai pensato che avremmo potuto avere una vita simile.”

Mi appoggiai alla balaustra del portico, guardando l’orizzonte. “Te lo meritavi, mamma. Entrambe ce lo meritavamo.”

Lei mi sfiorò la guancia con una mano gentile. Non c’era più alcuna ombra di paura tra noi. Avevamo lasciato il buio alle spalle, scambiando il vuoto del lusso crudele con la ricchezza inestimabile della nostra libertà. E mentre il sole tramontava sulle colline, sapevo con assoluta certezza che nessuno ci avrebbe mai più detto quale fosse il nostro posto. Perché ora, il nostro posto era ovunque scegliessimo di essere.