La tempesta poteva infuriar fuori, ma dentro di me regnava finalmente la pace.
Una pace amara, dura, costruita sulle macerie della mia fiducia, ma pur sempre una pace vera.
Non avrei mai dimenticato il sapore del tradimento, né la freddezza di mio figlio.
Tuttavia, avevo imparato una lezione fondamentale sulla natura umana e sulla mia stessa forza.
Non si può mai conoscere per intero il cuore di un’altra persona, nemmeno se la si ha generata.
Ma si può imparare a bastare a se stessi, a radicarsi così profondamente da resistere a qualsiasi sradicamento.
La casa era vuota di ricordi del passato, ma era pronta ad accoglierne di nuovi, scritti solo ed esclusivamente alle mie condizioni.
Ero Eleanor Vance, padrona della scogliera, figlia delle tempeste e guardiana del mio stesso destino.
Nessuno, per il resto dei miei giorni, mi avrebbe mai più tolto le chiavi della mia vita.

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