Elena guardò in silenzio il suo amato bastone, e poi spostò lo sguardo sulla foto felice e incorniciata di suo marito appoggiata sul caminetto in pietra.
Pensò intensamente al vecchio brivido della caccia investigativa, alla scarica di adrenalina pura di scovare i numeri nascosti nei bilanci truccati.
Ricordò il piacere intellettuale di smascherare le firme abilmente contraffatte e di rintracciare i flussi di denaro nei lontani paradisi fiscali.
Forse la tranquilla e monotona pensione non faceva davvero per lei in quel particolare momento della sua vita.
Forse aveva il disperato bisogno di tenere la mente costantemente occupata per non sprofondare nel vuoto doloroso lasciato dal tradimento imperdonabile di Mauricio.
“Manda tutti i documenti crittografati al mio indirizzo email personale,” rispose Elena con voce ferma, vibrante e decisa.
“Darò un’occhiata approfondita a quei file domani mattina subito dopo aver fatto colazione.”
“Fantastico, è una notizia meravigliosa; sapevo di poter contare su di te, sei una vera leggenda vivente!” esultò Ramirez con gioia prima di riagganciare la chiamata.
Elena chiuse gli occhi per qualche istante e si concesse un lungo respiro profondo e rilassante, godendosi la quiete della sua casa.
La sua vita non era affatto finita quel giorno in tribunale; in realtà, stava per iniziare un nuovo, incredibile ed emozionante capitolo della sua esistenza.
Non era più solo una povera vedova addolorata, né tantomeno la debole vittima di un figlio ingrato e avido di denaro.
Lei era Elena Barragán, l’incubo peggiore dei truffatori seriali.
Era il terrore incarnato di chiunque credesse erroneamente di potersi nascondere dietro l’anonimato dei numeri e delle banche.
E chiunque avesse mai provato, da quel giorno in poi, ad approfittarsi dei più deboli, degli anziani o degli indifesi, avrebbe dovuto fare inevitabilmente i conti con lei.
La sera scese serena, placida e stellata sulla grande città di Guadalajara.
L’oscurità notturna avvolse la maestosa casa del quartiere Providencia in un silenzio profondamente pacifico e infinitamente rassicurante.
Elena dormì profondamente nel suo grande letto matrimoniale, sentendosi finalmente protetta dalle spesse e sicure mura della sua casa di famiglia.
Ma soprattutto, si sentiva protetta e rinvigorita dalla forza inscalfibile, fiera e indomabile del suo stesso spirito guerriero.
Il giorno dopo, alle prime luci chiare dell’alba, il mondo l’avrebbe trovata di nuovo seduta alla sua grande scrivania di legno massiccio.
Avrebbe avuto gli occhiali da lettura posati sul naso e una tazza di caffè scuro e fumante proprio accanto al monitor del suo computer acceso.
Era pronta a ristabilire faticosamente l’ordine in un mondo caotico.
Era pronta a combattere duramente contro le ingiustizie nascoste tra le righe dei contratti.
Ed era pronta a dimostrare a tutti, ancora una volta e per sempre, che l’intelligenza affilata e l’integrità morale non hanno mai una data di scadenza.
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