Ne mise una, fumante, proprio di fronte a sé, e posizionò delicatamente, con un sorriso tenero sulle labbra, l’altra sul lato opposto del tavolo rotondo, proprio nel posto abituale di Adela.

Si sedette sulla vecchia sedia di legno intagliato, sentendo il calore benefico e corroborante della tazza bollente riscaldarle finalmente le dita infreddolite e sciogliere l’ultima tensione accumulata nei muscoli.

“Alla tua salute, mia cara, indimenticabile Adela, e grazie di tutto, per l’infinito amore e per la giustizia”, sussurrò dolcemente nel silenzio ovattato e sacro della cucina, sorridendo serenamente attraverso il velo luminoso delle sue ultime lacrime di gioia mista a malinconia.

E per la primissima volta in assoluto, da quando la sua vecchia, inestimabile e fiera amica se n’era andata per sempre lasciando un vuoto incolmabile, Elena si sentì finalmente, profondamente e totalmente a casa.