Invece, aveva scelto la via più ardua. Aveva scelto il fuoco. E dal fuoco era nata una stirpe nuova, forgiata nella dignità.

Mentre il sole calava sul Connecticut, tingendo di rosso i tetti delle case, alzai debolmente il mio bicchiere verso il ritratto di Margaret.

Non ero più il ragazzino spaventato che lavava i piatti nella tavola calda, e non ero più il giovane ingegnere pieno di ansie per il futuro. Ero il custode del ponte che lei aveva progettato. Lo avevo costruito con le mie mani, pietra su pietra, sacrificio dopo sacrificio.

E, guardando la mia vita, mia moglie, i miei figli e i miei nipoti, sapevo con assoluta, incrollabile certezza, che quel ponte avrebbe retto il peso del tempo per mille anni ancora. La casa di Margaret Ellis era finalmente, e per sempre, salva.