L’offerta fluttuò nell’aria mite della sera. Stavo corrompendo l’assassino mandato a uccidermi, usando i soldi di chi lo aveva assoldato. Julian mi fissò a lungo. Stava soppesando la sua lealtà verso criminali che non avrebbero esitato a sacrificarlo, contro cinque milioni di dollari e la totale indipendenza.

Lentamente, Julian abbozzò un sorriso amaro. Prese il bicchiere di tè dal tavolino e lo sollevò in un muto brindisi.

“Alla salute di Eleonora Rossi,” disse, bevendo un sorso. “Spero di non vederla mai più. Mi faccia avere i fondi entro domani a mezzogiorno sul conto di copertura alle Cayman, e io tornerò a New York con una triste storia su un incidente in barca nel Mar Tirreno.”

“Affare fatto.”

Lo guardai alzarsi, sistemarsi la giacca e allontanarsi lungo il sentiero fiorito, svanendo nell’ombra della sera con la stessa silenziosa letalità con cui era arrivato. Avevo vinto. Non avevo solo sconfitto Dominic, non avevo solo umiliato Vanessa e smantellato i Caruso; avevo appena neutralizzato l’unica minaccia reale alla mia libertà, chiudendo l’ultimo cerchio.

Rimasta sola, mi alzai e camminai fino al parapetto della terrazza, appoggiando le mani sulla pietra tiepida. Le luci delle piccole imbarcazioni punteggiavano il mare scuro come lucciole. Respirai a pieni polmoni l’aria salmastra, pura, incontaminata. I lividi sul polso, l’umiliazione, le bugie, il tradimento… appartenevano a una vita fa, a una donna che non esisteva più.

Guardai le stelle accendersi lentamente nel cielo infinito sopra Amalfi, conscia che nessuno, mai più, mi avrebbe toccata senza il mio permesso, e che il mondo che avevo costruito era finalmente e inespugnabilmente mio. E sorrisi, una risata silenziosa che si perse nel vento della mia definitiva e assoluta vittoria.