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Capitolo 1: Il peso dell’acqua e il suono del vento L’acqua gelida mi colava sul viso, impregnando il colletto della mia camicia di seta bianca e scivolando lungo le clavicole come un veleno lento. Intorno al tavolo in mogano lucido, nessuno si mosse. Mio padre, Richard Whitmore, continuò a sfilettare con precisione chirurgica il suo arrosto d’anatra, senza alzare nemmeno per un secondo lo sguardo dal piatto. Mia sorella minor, Julianne, accavallò le gambe, facendo tinnire le sue cavigliere d’oro, mentre un sorriso impercettibile le piegava l’angolo della bocca. E gli ospiti — la crema della società di Salt Lake City, gli investitori del fondo di famiglia, i vicini con i loro maglioni di cashmere su misura — distolsero lo sguardo, improvvisamente affascinati dal pattern dei tovaglioli di lino o dalle venature dei calici di cristallo.
“Hai sentito tua madre, Naomi,” disse mio padre, con quella sua voce profonda, calibrata per distruggere senza mai alzare il tono. “Hai disonorato il nome di questa famiglia per…