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Il silenzio che seguì le parole di Megan non fu una semplice assenza di suono; fu un vuoto d’aria soffocante, una camera di decompressione in cui ogni traccia di civiltà venne risucchiata via.
«Dispettosa?» ripetei. La mia voce non tremava. Non era né un urlo né un singhiozzo. Era un sibilo basso, denso, carico di una furia così ancestrale e primordiale che…