Tornai alla mia macchina. Mentre guidavo verso Firenze, con la musica classica che suonava dolcemente alla radio e le colline toscane che si aprivano davanti a me come un dipinto rinascimentale, riflettei su quanto la vita potesse essere incredibilmente saggia nella sua crudeltà.

Quella sera al matrimonio, avevo perso un bambino viziato e avevo guadagnato una cicatrice.
Ma oggi, quattro anni dopo, avevo ritrovato un Uomo. E per la prima volta dopo decenni, il mio cuore di madre era finalmente in pace. La tempesta era passata, e il mondo, ora, non faceva più paura.