Aveva tragicamente, ironicamente e perfettamente ragione, pensò Mariana in quel momento di perfetta epifania, mentre un largo sorriso sereno, pacifico, luminoso e genuinamente felice si dipingeva lentamente sul suo bel volto finalmente rilassato.

La sua approfondita, severa e rigorosa educazione in ambito fiscale era stata, senza alcun ombra di dubbio nella storia dell’universo, il peggior e più catastroficamente disastroso investimento che i suoi avidi e gretti genitori avessero mai potuto fare per proteggere e nascondere i loro oscuri, meschini e loschi scopi criminali.

Nella loro immensa e cieca superbia, avevano letteralmente pagato di tasca propria per addestrare involontariamente, finanziare e armare il loro stesso, implacabile, letale ed efficientissimo carnefice legale.

Ma per Mariana, per la sua anima un tempo oppressa, manipolata e ingannata, quell’educazione accademica superiore era stata la singola chiave d’oro necessaria per spezzare per sempre e definitivamente le pesanti, arrugginite e soffocanti catene delle loro infinite bugie, delle loro tossiche manipolazioni psicologiche e delle loro squallide truffe bancarie.

Quell’educazione eccellente le aveva fornito tutte le potenti armi affilate della conoscenza legale, del diritto e dell’etica per riprendersi con forza sovrumana e dignità assoluta il controllo incondizionato e totale della propria vita presente e del suo brillante futuro professionale.

E quella profonda, intima, appagante e silenziosa consapevolezza interiore, realizzò dolcemente mentre chiudeva gli occhi e ascoltava con gioia assoluta il rumore costante, vivo, libero e pulsante della sua amata città, era in assoluto la vera, più grande, significativa e preziosa “mencione onorifica” che avesse mai potuto sperare di conquistare nella sua intera esistenza su questa terra.

Sorseggiò soddisfatta l’ultimo, dolce goccio di vino rosso dal bicchiere, sentendo il piacevole calore scendere dolcemente nello stomaco, aprì di nuovo gli occhi e sorrise ancora una volta, con immensa e pacifica gratitudine, alla vasta notte stellata messicana che si stendeva sopra di lei, pronta finalmente a vivere a pieno il suo luminoso e libero domani senza più dovere niente a nessuno.