“Sei rimasta indubbiamente la donna più bella, affascinante e desiderabile di questa intera città, mia cara Valeria,” le mormorò con tono suadente e intimo, avvicinando pericolosamente le sue labbra all’orecchio di lei.
Sorpresa dal suono di quella voce che un tempo le faceva battere il cuore, lei si voltò lentamente per affrontarlo, senza mostrare alcuna esitazione nei movimenti.
Non ci fu assolutamente alcuno shock paralizzante nei suoi splendidi occhi, nessuna lacrima nostalgica di gioia a bagnarle le guance, nessun tremito emotivo sulle sue labbra perfettamente dipinte.
Lo guardò dall’alto in basso con la stessa noia, indifferenza e freddezza con cui si guarda un fastidioso sconosciuto che ti ha appena urtato sbadatamente per strada chiedendoti l’elemosina.
“Sebastián,” disse semplicemente e piattamente lei, pronunciando il suo nome con una voce gelida e completamente priva di qualsiasi inflessione emotiva o affetto residuo.
Lui le sorrise apertamente mostrando i denti perfetti, credendo, nella sua infinita stupidità, che la sua evidente freddezza fosse solo una tattica femminile per nascondere il tremendo dolore e l’emozione del ritrovarlo.
“So che sei molto sorpresa di vedermi qui stasera, e so benissimo che abbiamo davvero molto di cui parlare per sistemare le cose tra noi,” iniziò lui con tono condiscendente, allungando audacemente una mano per cercare di sfiorarle la pelle nuda del braccio.
“Ma sono finalmente tornato a casa, esattamente come ti avevo promesso che avrei fatto alla fine di questi quattro anni, e ora sono assolutamente pronto per ricominciare il nostro futuro insieme.”
Valeria fece un piccolo, rapido e aggraziato passo indietro, evitando con estrema abilità il suo tocco invadente e sgradito.
“Non c’è e non ci sarà mai più nessun ‘noi’, Sebastián, e la verità assoluta è che non c’è più nulla da esattamente quattro lunghi anni,” rispose lei implacabile, usando parole affilate e taglienti come una lama di ghiaccio purissimo.
Lui ridacchiò nervosamente, scuotendo la testa con finta comprensione e un atteggiamento paternalistico insopportabile.
“Andiamo, tesoro, ammetti che mi hai aspettato fedelmente per tutto questo tempo, non provare a negarlo davanti a me. Sei ferita nel tuo orgoglio, lo capisco perfettamente, ma so bene nel profondo del mio cuore che mi ami ancora alla follia.”
L’audacia sconsiderata e la presunzione patologica di quell’uomo erano quasi affascinanti da osservare nella loro assoluta e patetica mostruosità.
Valeria strinse gli occhi e aprì la bocca, pronta per rispondergli a tono e per distruggere pezzo per pezzo, senza pietà, la sua ridicola e offensiva illusione infantile.
Ma non ne ebbe affatto bisogno, perché il destino aveva già preparato l’epilogo perfetto per quell’incontro.
Una mano grande, calda, forte e infinitamente familiare si posò delicatamente e saldamente sulla parte bassa della sua schiena, proprio in quel momento di tensione.
“Va tutto bene, amore mio, questo signore ti sta importunando in qualche modo?” chiese dolcemente una voce maschile profonda, rassicurante e terribilmente familiare, rivolgendosi a Valeria.
Sentendo quel timbro inconfondibile, Sebastián si paralizzò istantaneamente come se fosse stato colpito da una scarica elettrica mortale.
I suoi occhi si spalancarono a dismisura quando vide incredulo l’uomo imponente che si era appena unito a loro, posizionandosi in modo estremamente protettivo, naturale e profondamente intimo accanto alla sua presunta ex fidanzata.
“Alejandro?” balbettò Sebastián con il fiato corto, mentre la confusione più totale e uno sgomento crescente gli distorcevano irrimediabilmente i lineamenti del viso. “Che diavolo ci fai tu qui a questa festa e perché diavolo sei in piedi vicino a lei?”
Alejandro girò lentamente il capo e guardò fisso il suo arrogante fratello minore con un’espressione impenetrabile.
Non c’era rabbia esplosiva nel suo sguardo scuro, né odio o disprezzo, ma solo una fredda, irremovibile e schiacciante autorità che ammutolì chiunque nei paraggi.
Non tolse assolutamente la mano dalla schiena di Valeria, ma, al contrario, la strinse in modo ancora più possessivo, avvicinando dolcemente il corpo di lei al suo torace protettivo.
“Sono qui per accompagnare la mia bellissima futura moglie, fratello,” rispose semplicemente Alejandro, facendo in modo che la sua voce risuonasse chiara, ferma e mortale al di sopra del brusio confuso dell’immensa sala da ballo.
A quelle esatte parole, Sebastián sembrò aver appena ricevuto un pugno invisibile ma devastante dritto al centro dello stomaco, tale da piegarlo in due.
Il suo respiro si bloccò dolorosamente in gola e il colore sano abbandonò improvvisamente e completamente il suo viso un tempo superbo e presuntuoso, lasciandolo pallido come un cadavere.
“Futura… cosa diavolo stai dicendo? Di cosa stai parlando in questo momento? È uno scherzo malato per cercare di ferirmi?” sussurrò Sebastián in pieno stato di shock, guardando freneticamente da suo fratello alla donna imperturbabile di fronte a lui.
Valeria, con un’eleganza suprema e una calma sovrannaturale, alzò lentamente la sua aggraziata mano sinistra, permettendo alla luce brillante dei lampadari di cristallo soprastanti di colpire in pieno la gigantesca pietra preziosa che riposava fieramente sul suo anulare.
Il magnifico diamante brillò con una freddezza accecante, colpendo gli occhi di Sebastián come un raggio laser accecante, rivelandosi come un simbolo puro e inequivocabile della meravigliosa nuova vita che lei aveva costruito senza di lui.
“Non è affatto uno scherzo, né un trucco per farti dispetto,” disse Valeria in modo definitivo, mantenendo una voce morbida, controllata ma assolutamente spietata nella sua fredda verità.
“Ci sposeremo il mese prossimo in una cerimonia privata a Valle de Bravo, Sebastián, ed è ovvio che non sei sulla lista degli invitati.”
L’espressione di Sebastián crollò miseramente, trasformandosi in una tragica maschera di puro orrore, umiliazione assoluta e panico bruciante.
Guardò con occhi vacui e terrorizzati la mano forte del suo stesso fratello maggiore, che ora stringeva possessivamente, ma con infinita dolcezza, la mano delicata di Valeria.
Osservò impotente il modo naturale e fluido in cui i loro corpi si cercavano costantemente, la sintonia fisica perfetta, matura e profonda che emanavano e che lui non aveva mai condiviso con nessuno.
Tutto il suo gigantesco castello di illusioni di carta velina si sgretolò fragorosamente in un singolo, devastante istante, polverizzato senza pietà dalla realtà implacabile dei fatti.

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