Elliot Ricci era tornato per reclamare ciò che gli spettava di diritto, ma la notte era ancora lunga e il sangue avrebbe bagnato nuovamente il marmo della tenuta.

Julian osservò la scena senza scomporsi minimamente, consapevole che la vera partita per il controllo dell’impero mafioso di Tampa era appena cominciata.

La tensione all’interno dello studio era così palpabile che persino il respiro di Victoria sembrava essersi fermato di fronte alla realtà dei fatti.

Elliot avanzò di qualche passo nel fascio di luce lunare, mostrando chiaramente i tratti somatici che lo legavano inequivocabilmente alla dinastia dei Ricci.

Gli stessi occhi di ghiaccio, la stessa mascella squadrata e quell’aria di assoluta arroganza che aveva contraddistinto il defunto patriarca per oltre quarant’anni.

“Trent’anni chiuso in quella cella dorata di St. Anne, mentre voi vi godevate i frutti del sangue versato da nostro padre,” esclamò Elliot con una voce roca, quasi strozzata dal rancore accumulato nel corso di decenni di completo isolamento.

Michael fece un passo indietro, barcollando leggermente sotto il peso della rivelazione e della consapevolezza di essere caduto in una trappola ordita magistralmente.

“Tu… tu saresti dovuto morire durante l’incendio nel padiglione est,” balbettò Michael, puntando una pistola tremante contro il fratellastro ritrovato.

“Victoria mi aveva assicurato che i medici avevano provveduto a sistemare ogni cosa!”

Victoria spalancò gli occhi in un moto di puro terrore, rendendosi conto che le sue menzogne erano state completamente smascherate da Julian e dal legittimo erede.

“Stai zitto, idiota!” urlò la donna, cercando disperatamente di riprendere il controllo della situazione e puntando nuovamente l’arma contro Julian.

“Non importa chi sia questo impostore! Se Julian non firma immediatamente la cessione delle quote, qui nessuno uscirà vivo da questa stanza!”

Julian non batté ciglio. Fece scivolare lentamente la mano lungo il fianco, tenendo d’occhio ogni minimo movimento dei muscoli facciali della sua ex compagna.

Sapeva perfettamente che Victoria non aveva il coraggio di premere il grilletto contro di lui, paralizzata dalla paura delle conseguenze che la sua spietata organizzazione avrebbe scatenato.

Tuttavia, la disperazione poteva rendere una persona persicolosa quanto un animale braccato in un angolo buio.

“Abbassa quell’arma, Victoria,” ordinò Julian con voce ferma, facendo un passo in avanti che costrinse la donna a indietreggiare di un ulteriore mezzo metro.

“Hai giocato la tua partita, hai corrotto Harold Kent, hai fatto sparire le registrazioni delle telecamere di sicurezza e hai persino cercato di assassinare una povera madre innocente come Allison pur di coprire i tuoi traffici illeciti.”

Victoria scosse la testa violentemente, con i capelli biondi sciolti che le ricadevano disordinati sulle spalle coperte dalla seta burgundy.

“L’ho fatto per noi! Per costruire un futuro in cui nessuno potesse più comandarci a bacchetta!” gridò istericamente, con le lacrime che cominciavano a rigarle il volto truccato.

“Questo impero appartiene a chi ha il coraggio di prenderlo, non a chi si nasconde dietro vecchie regole d’onore che puzzano di marcio!”

Michael, vedendo che la situazione stava precipitando definitivamente, cercò di guadagnare la porta sul retro approfittando della confusione generale.

Ma prima ancora che potesse raggiungere la soglia, due sagome scure sbucarono dall’ombra del corridoio, bloccandogli la strada con una mossa fulminea.

Erano gli uomini della sicurezza guidati da Daniel, che nel frattempo aveva messo in sicurezza l’intera ala della residenza e isolato i canali di comunicazione esterni.

“Non così in fretta, signorino Michael,” esclamò Daniel con un ghigno sarcastico, spingendolo violentemente indietro con il calcio del fucile d’assalto.

“La festa è finita per tutti quanti.”

Il silenzio piombò nuovamente nella stanza, rotolato via solo dal ticchettio ossessivo dell’orologio a pendolo situato nell’angolo opposto dello studio.

Elliot fissò Julian con un misto di diffidenza e rispetto, cercando di comprendere quali fossero le reali intenzioni del boss nei suoi confronti.

“E adesso che cosa farai di me, Julian?” domandò il giovane erede ritrovato, stringendo i pugni lungo i fianchi mentre cercava di mantenere una parvenza di dignità.

“Mi farai eliminare come hanno cercato di fare gli altri, oppure rispetterai l’ultima volontà di nostro padre?”

Julian lo guardò a lungo, studiando ogni minimo dettaglio del suo volto segnato dagli anni di reclusione ingiusta.

Il vecchio boss aveva commesso molti errori nella sua vita criminale, ma non aveva mai del tutto rinunciato ai legami di sangue, per quanto distorti e pericolosi potessero essere.

“Nostro padre era un uomo spietato, ma non ha mai lasciato un debito senza pagarlo fino all’ultimo centesimo,” rispose Julian con un tono che non ammetteva repliche.

“Sei un Ricci a tutti gli effetti, Elliot. E questo significa che avrai ciò che ti spetta per legge e per diritto di sangue.”

Victoria emise un gemito di disperazione, lasciando cadere pesantemente la pistola sul pavimento di marmo lucido, mentre le sue ginocchia cedevano di schianto.

Il tintinnio dell’arma che rotolava lontano sembrò suggellare la fine definitiva del complotto che aveva quasi distrutto l’intera dinastia mafiosa.

“Portateli via entrambi,” ordinò Julian con un cenno secco della mano verso Daniel e gli altri membri della sicurezza.

“Voglio che vengano rinchiusi nei sotterranei di sicurezza fino a nuovo ordine. Nessuno deve sapere che sono qui, e nessuno deve avvicinarsi a loro senza la mia autorizzazione esatta.”

Gli uomini di guardia agirono con la consueta rapidità professionale, afferrando Victoria e Michael per le braccia e trascinandoli fuori dallo studio tra proteste soffocate e imprecazioni rabbiose.

Nel giro di pochi minuti, all’interno della stanza rimasero soltanto Julian ed Elliot, avvolti in un’atmosfera densa di tensione ma finalmente libera dal velo dell’inganno.

Il giovane erede si passò una mano tra i capelli arruffati, respirando a fondo l’aria fresca che entrava dalla finestra spalancata sulla notte di Tampa.

“La cameriera… Allison,” mormorò Elliot con una punta di sincera preoccupazione nella voce.

“Sta bene? Ho sentito dire che i medici sono riusciti a stabilizzarla in tempo prima che il veleno entrasse in circolo nel sangue.”

Julian annuì lentamente, accendendosi un sigaro cubano con gesti misurati e deliberatamente calmi per stemperare l’adrenalina accumulata durante lo scontro.

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