“Vorrei iniziare dal basso, imparando da te, come hai fatto tu anni fa.”
Alba la fissò per lunghi istanti, valutando la reale sincerità di quella richiesta inaspettata.
La vecchia Alba, quella ferita e umiliata, avrebbe forse provato un senso di meschina rivalsa o l’avrebbe cacciata via con disprezzo.
Ma la nuova Alba, la donna che aveva costruito il proprio straordinario destino partendo dalle macerie di un tradimento, vedeva le cose da una prospettiva superiore.
“Sei davvero disposta a preparare il caffè, fare migliaia di fotocopie e inserire dati noiosi nei fogli di calcolo per otto ore al giorno, tutti i giorni?” chiese Alba fissandola negli occhi.
“Sì, lo sono,” rispose Claudia con una voce debole ma decisa.
“Senza stipendi gonfiati, senza auto aziendali e senza favoritismi di alcun tipo?”
“Sì, accetto tutto.”
Alba prese un modulo standard per l’assunzione dal primo cassetto della scrivania e glielo porse attraverso il tavolo.
“Compilalo e presentati qui domani mattina alle sette in punto, non un minuto più tardi.”
“E Claudia,” aggiunse Alba mentre la ragazza si voltava sollevata per uscire dall’ufficio.
“Sì, Alba?”
“Se mai ti venisse in mente di provare a rubare un’altra mia idea, ti farò pentire amaramente di essere nata.”
Claudia annuì freneticamente, afferrò il modulo come se fosse un’ancora di salvezza e scappò fuori dall’ufficio ringraziandola.
Alba si appoggiò soddisfatta allo schienale della sua elegante sedia di pelle nera.
Guardò attraverso la grande finestra il sole che tramontava dolcemente sui tetti di Siviglia, tingendo il cielo infinito di rosso, viola e oro.
Aveva vinto lei su tutti i fronti.
Non solo aveva ripristinato la sua dignità ferita, ma aveva anche riscritto le regole del gioco a suo favore.
Aveva dimostrato al mondo intero che il talento puro, la resilienza e l’integrità potevano sempre sconfiggere il nepotismo e la corruzione.
Spense le luci del suo ufficio e uscì in strada a respirare l’aria frizzante della sera.
La serata era mite, piena dei profumi della primavera andalusa e delle promesse del domani.
Mentre camminava sicura verso casa, Alba sorrise alla luna nascente.
Sapeva che suo padre l’aspettava con la cena calda pronta e il cuore pieno di fierezza.
Sapeva che il giorno dopo l’attendeva una nuova sfida stimolante, un nuovo progetto ambizioso, un nuovo e meritato successo.
E questa volta, per sempre, nessuno avrebbe osato mettere il proprio nome sul frutto del suo lavoro.
Alba Serrano era finalmente diventata l’unica e indiscussa padrona del suo destino.
E la sua straordinaria storia di rinascita era solo all’inizio.
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