. Il silenzio nella stanza era così denso e opprimente da mozzare il respiro a chiunque. Solo il respiro affannoso e spezzato dell’uomo rompeva quella quiete spettrale e sacra. Fernanda, visibilmente infastidita dalla situazione, strinse a sé il bambino che aveva appena iniziato a piangere a causa della tensione. “Cosa stai dicendo, Valeria?” sussurrò Mauricio, con la voce rotta e tremante. “Mia madre non può essere morta, è una delle tue solite bugie per manipolarmi.” “Ho parlato con lei… ho parlato con lei non molto tempo fa al telefono.” Valeria lo guardò con un’espressione di puro disprezzo, incrociando le braccia al petto. “Hai parlato con lei esattamente sette mesi fa, Mauricio.” “Era il giorno del suo settantaduesimo compleanno e l’hai chiamata per la miseria di tre minuti.” “Le hai detto che eri in un’importante riunione a Toronto e che l’avresti richiamata il giorno dopo.” “Quella è stata l’ultima volta che tua madre ha potuto sentire la tua voce.” Mauricio scosse la testa freneticamente, rifiutandosi di accettare la cruda e terribile realtà. “Non è vero, tu mi stai mentendo per vendicarti del fatto che ti sto lasciando!” “Perché non mi hai avvisato quando la sua salute è peggiorata?” “Perché non mi hai chiamato quando è stata portata nel reparto di terapia intensiva?” Valeria rise, ma fu una risata secca, amara e completamente priva di qualsiasi gioia. Estrasse lentamente il suo vecchio telefono dalla tasca e lo sbloccò sotto lo sguardo del marito. “Ti ho chiamato centoquarantadue volte in tre settimane agonizzanti.” “Ti ho inviato messaggi disperati, email urgenti, ho persino rintracciato e contattato i tuoi presunti colleghi.” “Ma tu avevi cambiato numero senza dire niente a nessuno.” “Avevi bloccato il mio contatto e, cosa ancora più imperdonabile, quello di tua madre.” “Eri decisamente troppo occupato a comprare borse di lusso per la tua amante per rispondere alle chiamate disperate provenienti dall’ospedale.” Fernanda sbuffò sonoramente, sistemandosi gli occhiali scuri sui capelli perfettamente in piega. “Senti, mi dispiace moltissimo per la vecchia signora, ma non fare la vittima tragica.” “Mauricio aveva semplicemente bisogno di spazio vitale, tu eri una moglie troppo opprimente e noiosa.” “E poi, questa casa puzza insopportabilmente di cera bruciata e di morte.” “Mauricio, amore mio, andiamo in un albergo a cinque stelle stasera.” “Domani mattina chiamiamo il mio avvocato per cacciare questa donna e vendere questo buco polveroso.” Mauricio si alzò a fatica dal pavimento, asciugandosi frettolosamente una lacrima solitaria che gli aveva rigato la guancia. Il dolore nei suoi occhi fu rapidamente e crudelmente sostituito dall’avidità e dall’orgoglio maschile ferito. Guardò Valeria con una freddezza inaudita, cercando di riprendere il controllo della situazione. “Fernanda ha perfettamente ragione.” “Mi dispiace per la fine di mia madre, ma la vita deve pur continuare.” “Ti avevo generosamente offerto duecentomila pesos per andartene pacificamente e rifarti una vita.” “Ora, visto il tuo teatrino patetico e vendicativo, te ne darò solamente centomila.” “Firma immediatamente le carte del divorzio, prendi le tue povere cose e sparisci entro domani mattina all’alba.” “Questa casa apparteneva interamente a mia madre, e come suo unico figlio, ora è legalmente mia.” Valeria non si mosse di un singolo millimetro dalla sua posizione. I suoi occhi brillavano di una forza oscura e inarrestabile che Mauricio non le aveva mai visto prima. Aprì con estrema calma la cartellina di cuoio che teneva saldamente in mano. “Vedi, Mauricio, hai fatto malissimo i tuoi calcoli da egoista.” “Hai vissuto in una patetica illusione di grandezza per tre lunghi anni.” “Tua madre ha capito esattamente che tipo di mostro eri molto prima di esalare l’ultimo respiro.” Valeria estrasse un documento ufficiale, pesantemente timbrato e firmato in originale da un notaio. Lo tenne sollevato in aria affinché lui potesse vedere chiaramente il sigillo rosso in ceralacca. “Quando tua madre ha capito che i suoi reni stavano cedendo in modo irreversibile, mi ha implorato di portarla dal notaio Ramìrez.” “Non riusciva quasi a stare in piedi dal dolore, ma la sua mente era incredibilmente lucida e determinata.” “Sapeva nel profondo del cuore che non saresti mai più tornato a prenderti cura di lei.” “Sapeva perfettamente che l’avevi abbandonata a morire da sola.” “Così, in un atto di estrema lucidità, ha deciso di vendermi formalmente questa casa.” Mauricio sgranò gli occhi per il panico, sbiancando completamente in volto. “Cosa diavolo stai dicendo?! È assolutamente impossibile!” “Non puoi comprare una casa intera se non hai un soldo bucato, Valeria!” “Io so bene che sei povera e che dipendevi totalmente dalle mie elemosine!” Valeria sorrise, e fu un sorriso così gelido e tagliente che lo fece rabbrividire fino alle ossa. “È proprio qui che ti sbagli di grosso, ex marito mio.” “Il notaio ha calcolato meticolosamente ogni singolo centavo che ho speso per lei negli ultimi tre anni di calvario.” “Le innumerevoli medicine costose, i logoranti trattamenti di emodialisi settimanali, il delicato intervento chirurgico all’anca.” “Ho venduto la mia amata auto, ho svuotato fino all’ultimo centesimo i miei sudati risparmi, ho lavorato turni di notte massacranti per pagare le infermiere private.” “Tutto quel denaro, ogni singola goccia di sudore e sangue, è stato legalmente considerato come pagamento anticipato per l’acquisto della proprietà.”
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