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Il respiro di Valeria si bloccò per una frazione di secondo nel petto, soffocato dall’assurdità di quella rivelazione. Il corridoio dell’ospedale, solitamente frenetico e rumoroso, sembrava essersi improvvisamente congelato nel tempo e nello spazio intorno a lei. Tutti i presenti la fissavano con gli occhi sbarrati, in bilico tra la morbosa curiosità e il puro terrore. Le parole tremanti dell’infermiera echeggiavano nella sua mente come un disco rotto riprodotto a volume insopportabile. “Separati?” ripeté Valeria, con una voce gelida che non sembrava nemmeno appartenere a lei stessa.
Strinse con più forza il manico del passeggino dove il piccolo Mateo dormiva beatamente, del tutto ignaro del crollo del mondo di sua madre. L’infermiera, che aveva un cartellino con…