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La porta d’ingresso sbatté contro il muro con un tonfo sordo, facendo tremare i quadri appesi nel corridoio. Rocky entrò nel soggiorno con il fiato corto, gli occhi spalancati e il cuore che gli martellava nel petto come un tamburo di guerra. La scena che gli si parò davanti gli gelò il sangue.

  Sua figlia, Sofia, era accasciata sul pavimento di legno freddo, le ginocchia premute contro il petto e le mani che le coprivano il viso. I suoi singhiozzi erano l’unico…