“Signor potente Herrero, signorina Inés, vi prego in ginocchio, abbiate un po’ di umana pietà per noi!”
“Non toglieteci tutto quello che abbiamo!”
“Francamente, della tua pietà non me ne importa assolutamente nulla, Begoña,” rispose Inés, guardandola dall’alto in basso con totale e gelida indifferenza.
“Voi tre criminali volevate lasciarmi in mezzo a una strada senza un soldo.”
“Io, da brava donna d’affari, sto semplicemente restituendo il favore con tutti gli interessi maturati.”
Fabián scoppiò a piangere ininterrottamente, un pianto disperato, rumoroso e immensamente patetico.
Le due guardie giurate lo sollevarono brutalmente di peso, stringendogli le braccia, per trascinarlo senza tanti complimenti fuori dalla prestigiosa sala riunioni.
“Inés, ti prego! Non puoi farmi questo! Ti amavo davvero! Ti ho appena sposata!” urlava a squarciagola il codardo, mentre veniva ignominiosamente trascinato via verso gli ascensori e verso la polizia.
“Hai sposato solo una comoda illusione, Fabián, e ora pagherai per il resto dei tuoi giorni il crudele prezzo della realtà,” fu l’ultima, tagliente e memorabile frase che Inés gli rivolse.
Mentre la distrutta Begoña e la furiosa Nerea venivano scortate con la forza fuori dall’immenso edificio, in lacrime e umiliate davanti a centinaia di dipendenti curiosi, Inés rimase in totale silenzio.
La grande sala riunioni si svuotò molto rapidamente dei membri del consiglio, che uscirono in ossequioso silenzio, lasciando soli lei e suo padre.
Arturo Herrero si alzò lentamente dalla sua poltrona presidenziale, le si avvicinò con affetto e le pose una grande mano confortante sulla spalla esile.
“Sei stata assolutamente magnifica, Inés, fredda e letale.”
“Oggi, più che mai, sono immensamente orgoglioso di te.”
Inés si avvicinò alla grande vetrata panoramica e guardò fuori, osservando la frenesia e il caos della metropoli messicana molto al di sotto di lei.
L’enorme e soffocante peso degli ultimi tre anni, fatto di bugie estenuanti e finzioni continue per farsi accettare da persone che in realtà non valevano assolutamente niente, era finalmente sparito per sempre.
Non sentiva il benché minimo dolore per la miserabile perdita di Fabián e della sua finta famiglia.
Al contrario, sentiva solo un’incredibile, travolgente e inebriante sensazione di potere e liberazione totale.
Prese un respiro molto profondo, sentendo l’aria condizionata del lussuoso ufficio che le accarezzava il viso, e le sembrò improvvisamente fresca, pulita e meravigliosamente rigenerante.
“Grazie di tutto, papà,” rispose Inés, voltandosi lentamente verso di lui con un sorriso autentico, luminoso e sincero, forse il primo vero sorriso da moltissimo tempo.
“Penso seriamente che sia finalmente giunta l’ora di prendere ufficialmente il mio legittimo posto dirigenziale al tuo fianco in questa grande azienda.”
“Ti prometto che la prossima volta che un presunto gentiluomo mi dirà di amarmi perdutamente, mi assicurerò personalmente che sappia esattamente con chi ha a che fare fin dal primo momento.”
Inés Herrero non si sarebbe mai, e poi mai, più nascosta sotto un polveroso letto per compiacere o giustificare la mediocrità di nessuno.
Da quel giorno trionfale in poi, avrebbe sempre e solo guardato il mondo intero dall’alto verso il basso, fiera, indomabile, invincibile e unica padrona assoluta del proprio inestimabile destino.

→

Recently Viewed

Stories you read recently will appear here.