Marcello si avvicinò, avvolgendo le sue braccia possenti intorno a entrambe noi. Il calore della nostra nuova famiglia mi rassicurò come un sole di primavera.

“Adesso,” disse Marcello con un sorriso che gli illuminava gli occhi scuri, “vai in cucina e prepariamo le lasagne per festeggiare. E domani mattina, scendiamo in bottega. Devo farti vedere come si prepara il gesso per stuccare la cornice dorata del Cinquecento. Hai molto da imparare, signorina Hale.”

Lucy sorrise, un sorriso radioso che cancellò gli orrori di Chicago, e annuì vigorosamente.

Mentre li guardavo incamminarsi insieme verso la cucina, scherzando in un misto di inglese e italiano, sentii un peso millenario sollevarsi dal mio petto, disperdendosi nel vento fresco della Toscana.

La vendetta che avevo cercato e ottenuto sette anni prima contro mio figlio mi aveva salvato la vita, ma mi aveva lasciato un sapore metallico in bocca. Questa vittoria, invece, era diversa. Non avevo distrutto nessuno, mi ero solo limitata a mostrare loro lo specchio delle loro azioni. Avevo usato la mia forza, la mia intelligenza e le mie risorse non per ferire, ma per proteggere l’innocenza.

Guardai verso il cielo, oltre i tetti di terracotta di Lucca. Sentivo che Arthur mi stava guardando, e per la prima volta da quando era morto, ero certa che stesse sorridendo.

Avevo perso un figlio a causa del veleno dell’avidità, ma in cambio avevo salvato il futuro della mia famiglia. Il circolo si era chiuso.

Entrai in casa, richiusi la porta alle mie spalle e lasciai che la luce calda della cucina, il profumo del sugo che bolliva e il suono della risata di mia nipote mi avvolgessero completamente.

Finalmente, il libro del passato poteva essere chiuso per sempre. Il resto, da quel momento in poi, sarebbe stato solo pura e incondizionata felicità.

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