Ma il dettaglio più inquietante era la data.

Il trasferimento era programmato per la mattina seguente.

E allegata all’accordo c’era una falsa dichiarazione secondo cui Vivien aveva volontariamente rinunciato al suo ruolo di Donna.

Kanti fissò.

“Ha falsificato il tuo consenso.”

Vivien voltò pagina.

“Sì.”

Deglutì.

“Se questo verrà eseguito…”

“Diverse compagnie potrebbero essere trasferite prima che le famiglie capiscano cosa sta succedendo.”

Kanti guardò verso la sala da ballo.

“Allora Damian deve saperlo.”

Vivien fissò la firma del marito.

Per un attimo si chiese se lui lo sapesse.

Se avesse deliberatamente accettato l’intero accordo.

Poi notò qualcosa che la fece sedere dritta.

Un numero di riferimento.

Lo riconobbe.

Apparteneva a un antico trust della famiglia Viscari istituito dai discendenti di Alessandra Viscari.

Un trust che non poteva essere legalmente trasferito senza l’approvazione della Donna riconosciuta.

Gli occhi di Vivien si strinsero.

La dichiarazione falsificata non era solo un insulto simbolico.

Era l’autorizzazione mancante che qualcuno aveva bisogno per prendere il controllo.

Guardò Kanti.

“Seline non voleva la mia collana.”

Aspettò.

Vivien sollevò il documento.

“Voleva la mia firma.”

E da qualche parte all’interno della tenuta Castell Verde, mentre Damian credeva che la sua padrona avesse finalmente sostituito sua moglie, qualcuno si stava preparando a usare un documento falso per prendere tutto ciò che la sua famiglia aveva costruito.

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