incautamente acceso.” “Ma voglio chiarire subito un punto cruciale, affinché non ci siano inutili malintesi: non l’ho fatto per spirito di carità cristiana o per salvare te dalle grinfie dei tuoi aguzzini criminali.” “Ho legalmente e freddamente comprato la tua quota di proprietà della nostra casa contrattando direttamente con i funzionari della banca senza dirti niente.” “In questo preciso e storico istante, legalmente e a tutti gli effetti di fronte allo Stato, questo immobile e queste mura appartengono esclusivamente e irrevocabilmente alla sottoscritta.” Teresa sgranò gli occhi iniettati di sangue per la rabbia repressa, guardando la sua ex nuora dall’alto in basso come se fosse un mostro a sette teste sbucato dall’inferno. “Non puoi fare una cosa del genere, è letteralmente impossibile, ci deve essere per forza un gigantesco errore burocratico o una frode! È sicuramente un’operazione illegale e noi ti denunceremo!” “È un’operazione finanziaria perfettamente legale e inattaccabile, Teresa, consultate pure il vostro avvocato di fiducia e fategli leggere i contratti, sempre che abbiate i soldi necessari per potervene pagare uno decente adesso,” rispose Mariana sardonica, ostentando un finto dispiacere. “Inoltre, se guardi con molta attenzione, il documento notarile che hai davanti al naso, caro Sebastián, include anche un formale, urgente e inappellabile avviso di sfratto esecutivo immediato.” “Ti sto concedendo molto generosamente quarantotto ore di tempo a partire da ora per fare in fretta e furia le tue valigie e andartene per sempre da casa mia senza fare scenate.” “Mariana, amore della mia vita, ti prego con tutto me stesso, mettiti una mano sul cuore e perdonami,” supplicò lui pietosamente, cadendo letteralmente in ginocchio sul pavimento freddo, con vere lacrime di coccodrillo che iniziavano a pungergli gli occhi. “Non puoi prendere una decisione così drastica e buttare via per sempre cinque meravigliosi anni del nostro sacro matrimonio in questo modo brutale solo per una stupida, banale questione di soldi.” “I nostri cinque anni di matrimonio li hai buttati via tu nella spazzatura nel preciso momento in cui hai scelto le bugie, i sotterfugi infami e i debiti di tuo fratello al posto del mio amore sincero,” disse lei, restando inflessibile come una colonna di freddo marmo. Proprio in quel preciso e delicatissimo momento di massima e insopportabile tensione emotiva, la pesante porta d’ingresso della casa si aprì di scatto, sbattendo violentemente contro la parete del corridoio. Era Diego, il fratello minore scapestrato, con l’aria totalmente stravolta, gli occhi pesantemente cerchiati di nero per la mancanza di sonno e i vestiti stropicciati, logori e puzzolenti di fumo stantio e alcol economico. Sembrava l’ombra di un fantasma, come se non riuscisse a dormire serenamente o a farsi una banale doccia da moltissimi giorni a causa dell’ansia estrema. “Mamma, Sebastián, mi dite subito per l’amor di Dio se avete finalmente recuperato questi maledetti soldi?” chiese Diego senza nemmeno salutare, ansimando pesantemente e sudando freddo per il terrore. “La brutta gente mandata da quel pericoloso tizio del cartello mi sta cercando disperatamente per tutta la città, e se non pago il debito entro stasera hanno giurato che mi spezzano entrambe le gambe o mi fanno sparire!” Diego si bloccò all’istante a metà della frase, restando pietrificato non appena notò la figura di Mariana in piedi accanto al tavolo da pranzo, circondata da inequivocabili documenti legali sparsi in modo disordinato ovunque. “Oh, ciao Mariana, non sapevo che fossi già tornata… Ti prego in ginocchio, dimmi che hai fatto quel fottuto bonifico sul mio conto per salvarmi la vita.” La spaventosa sfacciataggine e la totale, agghiacciante mancanza di empatia umana di quell’uomo rasentavano sinceramente l’assurdità più grottesca e disgustosa che Mariana avesse mai visto in vita sua. Non aveva sprecato nemmeno un finto fiato per pronunciare un banale “condoglianze per la terribile perdita di tua madre”, né tantomeno un “scusami di cuore se vi coinvolgo egoisticamente nei miei guai personali”. Tutto ciò che emanava da ogni suo poro sudaticcio era pura avidità senza filtri, egoismo primordiale e la più buia, patetica disperazione di un animale accerchiato. Mariana lo squadrò lentamente dall’alto in basso, provando nel cuore un confuso e velenoso misto di profonda pietà umana e assoluto, inequivocabile e feroce disprezzo intellettuale. “Ti posso assicurare che non c’è assolutamente nessun bonifico in arrivo per te, Diego, né oggi, né domani, né in nessun altro giorno della tua patetica esistenza.” “E ti consiglio molto vivamente di iniziare a correre veloce lontano da qui, oppure di cercare immediatamente un lavoro vero e onesto per tentare di pagare i tuoi debiti astronomici.” Diego sgranò i suoi occhi arrossati e si voltò di scatto verso il fratello maggiore traditore, con il volto paonazzo deformato dalla furia cieca e dalla paura. “Mi avevi giurato solennemente che lei ci avrebbe aiutato a uscirne puliti! Mi avevi dato la tua fottutissima parola che con l’eredità incassata dalla vecchia avremmo sistemato tutto questo schifo di casino una volta per tutte!” “La ‘vecchia’, come ti permetti di chiamarla tu sbavando con la tua solita, disgustosa arroganza di ragazzino mai cresciuto,” intervenne ferocemente Mariana, facendo un passo lungo e minaccioso verso di lui con un’autorità impressionante che lo fece indietreggiare visibilmente spaventato. “Il suo nome era Elena, ed era una donna straordinaria, coraggiosa, onesta e di una dignità immensa, tutte qualità che tu non riusciresti a comprare nemmeno in dieci vite intere.” “Si è spaccata letteralmente la schiena per vent’anni di fila, lavorando umilmente e faticosamente giorno e notte, rinunciando a ogni tipo di lusso o riposo per assicurarmi un futuro degno di questo nome.” “La sua vita è stata un sacrificio continuo e ti assicuro che non ha sudato sangue per finanziare a posteriori il tuo schifoso vizio cronico del gioco d’azzardo, le tue squallide truffe da due soldi e i tuoi patetici e innumerevoli fallimenti aziendali.” Diego guardò sua madre con occhi lucidi e imploranti, annaspando in cerca di una qualche magica e miracolosa soluzione dell’ultimo minuto che potesse salvarlo dai criminali. Ma Teresa era rimasta in piedi nel salotto, immobile come una statua di sale e pallida come un sudario funebre
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