reciproche per cercare un capro espiatorio in vista di quel fallimento strategico assolutamente rovinoso e imbarazzante. Ma per fortuna, tutto quell’immenso e melodrammatico dramma pietoso non era assolutamente più, in nessun modo e sotto nessun punto di vista, un problema di sua stretta competenza, né lo sarebbe mai più stato per il resto della sua lunga esistenza terrena. Sua madre Elena, in tutta la sua infinita saggezza popolare e amorevole lungimiranza di genitore single, le aveva lasciato in dono postumo qualcosa di valore incommensurabilmente maggiore rispetto a quegli otto semplici, tangibili e freddi milioni di pesos depositati su un conto in banca. Le aveva lasciato impresso nel DNA il coraggio inestimabile e fiero di alzare la testa con dignità e di trovare la forza vocale di dire un sonoro e definitivo basta ai continui e striscianti soprusi familiari. Le aveva insegnato, giorno dopo giorno con il suo stoico esempio pratico di donna lavoratrice incrollabile, il vero, reale e salvifico valore dell’assoluta indipendenza, sia da un punto di vista prettamente economico che da un punto di vista strettamente emotivo e psicologico. Soprattutto, pur dal regno delle ombre, le aveva donato la forza interiore, inossidabile e temprata, di bastare pienamente ed esclusivamente a sé stessa in un mondo affamato, crudele, cinico e ricolmo di sciacalli e avvoltoi pronti ad approfittarsi meschinamente di ogni singolo, fuggente momento di debolezza altrui. Mariana salì comodamente e senza alcuna fretta sui comodi e morbidi sedili posteriori del veicolo pubblico, chiudendo lo sportello con un tonfo ovattato e dando cortesemente all’autista l’indirizzo esatto del magnifico hotel a cinque stelle lusso che aveva oculatamente scelto per il suo buen retiro. Si appoggiò dolcemente con la testa pesante al vetro del finestrino fresco e piacevole, osservando incantata e con uno sguardo totalmente nuovo le strade brulicanti della gigantesca città che cominciavano gradualmente a svegliarsi in modo rumorosamente frenetico e disordinato. Un leggero, timido ma autentico sorriso di vera, profonda e incontaminata pace interiore si disegnò lentamente, lineamento dopo lineamento, sul suo volto pallido, visibilmente stanco ma indubbiamente e meravigliosamente radioso. Tutti i grandi cinici di questo mondo, i filosofi dell’ultima ora e i romantici sognatori dicono sempre con grande convinzione dogmatica che il semplice denaro materiale non può assolutamente, in nessuna circostanza, comprare la vera felicità dell’anima o il vero amore incondizionato. Ma quella magnifica, storica e assolutamente indimenticabile mattina messicana, Mariana aveva empiricamente provato sulla propria pelle che quegli otto incredibili milioni le avevano appena permesso di comprare di netto la cosa più preziosa, sacra e intangibile in assoluto: la libertà incondizionata e definitiva dai suoi sadici e crudeli aguzzini domestici. Ed era certa, fino nel profondo del midollo, che questo fosse senza alcun remoto dubbio il miglior, più saggio e più redditizio investimento a lungo termine che avrebbe mai potuto sognare di fare nella totalità della sua intera, futura e splendida vita. Mentre il veicolo giallo, un po’ sgangherato ma per lei bellissimo, si allontanava sfrecciando con disinvoltura lungo il grande e geometrico viale alberato, Mariana chiuse serenamente gli occhi lasciandosi dolcemente cullare dal rassicurante e monotono movimento sull’asfalto dell’auto in corsa. In quel pacifico e rassicurante silenzio confortante e catartico, interrotto solo dal rumore del motore a scoppio, le sembrò con straordinaria e mistica vividezza di poter quasi sentire la voce calda, rassicurante e profondamente affettuosa di Elena che le sussurrava dolcemente all’orecchio con smisurato orgoglio materno. “Ben fatto, valorosa e piccola bambina mia, davvero, incredibilmente e coraggiosamente ben fatto.” Da quel sacro giorno di rinascita spirituale e pratica in poi, nessuno sulla faccia della terra l’avrebbe mai e poi mai più usata egoisticamente come un insensibile bancomat vivente o vigliaccamente sottomessa attraverso subdoli e oscuri stratagemmi psicologici o vincoli affettivi tossici. Da quel soleggiato giorno di totale e bellissima liberazione in poi, l’intero corso della sua affascinante esistenza e del suo brillante destino apparteneva orgogliosamente, intimamente, interamente ed esclusivamente soltanto a lei e ai suoi sogni.

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