Thatcher la guardò, la mente che ricominciava a lavorare con i vecchi ingranaggi dell’avidità. “Marcus Drexel.”
“Esatto,” annuì Coraline. “Drexel odia Lenora da quando lei ha distrutto la sua offerta di fusione negli anni ’90. Ho parlato con uno dei suoi assistenti esecutivi. Se gli portiamo la mappa dei terreni di Cypress Point e i documenti delle tue vecchie società di comodo, Drexel avrà le munizioni per accusare la Vance Holdings di frode immobiliare. La SEC aprirà un’indagine. Le azioni crolleranno. E Drexel comprerà l’azienda di tua madre per due lire.”
“E noi cosa ci guadagniamo?”
“Drexel pagherà profumatamente per l’informazione. Due milioni a testa in conti offshore, irrintracciabili. Potrai andartene, iniziare una nuova vita. E soprattutto, guarderai Kalista e Lenora perdere tutto.”
Thatcher guardò il fondo della sua tazza di caffè vuota. Il rischio era enorme. Se avesse violato la libertà vigilata, sarebbe tornato in prigione per molto più di cinque anni. Ma l’idea di Kalista – la studentessa povera che ora sedeva nel consiglio di amministrazione – spogliata di tutto, e di Lenora implorante pietà… era un richiamo irresistibile.
“Come facciamo a prendere i file?” chiese.
“Tu sai dove sono. E io conosco qualcuno all’interno dell’azienda che è ancora fedele a te. O meglio, fedele ai soldi che gli prometteremo.”
Capitolo 9: L’Assedio
L’ufficio di Kalista era un angolo di vetro al trentesimo piano della torre Vance. Da lì, poteva vedere l’intera città pulsare di vita. Ma quella mattina, non aveva occhi per il panorama. I suoi monitor mostravano una serie di allarmi finanziari in rosso lampeggiante.
Arthur Pendelton irruppe nel suo ufficio senza bussare, il respiro corto per la corsa.
“Arthur, cosa sta succedendo?” chiese Kalista, alzandosi di scatto. “Le azioni stanno subendo uno short selling aggressivo. Qualcuno sta inondando il mercato di vendite allo scoperto.”
“È molto peggio di così, Kalista,” disse Arthur, chiudendo a chiave la porta dietro di sé. “La SEC ci ha appena notificato l’apertura di un’indagine formale per frode aziendale e speculazione edilizia illecita. Riguarda i terreni di Cypress Point.”
Kalista aggrottò la fronte. “Cypress Point? Lenora ha bocciato l’acquisto di quei terreni quattro anni fa. Ha detto che erano una palude inutile. Non abbiamo mai finalizzato nulla.”
“Non l’azienda ufficiale, no,” rispose Arthur, passando una mano sul viso stanco. “Ma sembra che Thatcher avesse creato una rete di società fiduciarie usando i fondi dell’azienda e il marchio della Vance Holdings come garanzia collaterale. Ha firmato dei preliminari d’acquisto a nostro nome, con penali di inadempienza astronomiche, e poi ha tenuto tutto fuori dai libri contabili.”
“Mio Dio,” mormorò Kalista, sentendo il sangue gelarle nelle vene. “E chi è il beneficiario di quelle penali?”
“La Drexel Corp. Hanno appena acquistato il debito delle società di comodo di Thatcher. E ora stanno venendo a riscuotere. Hanno rilasciato la notizia ai giornali finanziari. Stanno dipingendo Lenora come la mente dietro una gigantesca truffa immobiliare nascosta. L’obiettivo è far crollare il titolo in borsa per poi lanciare un’Opa ostile. Drexel vuole prenderci l’azienda.”
Kalista si appoggiò alla scrivania, chiudendo gli occhi per un momento. Thatcher. Ancora lui. Anche dal fondo del suo abisso, era riuscito a lanciare una granata.
“Hanno delle prove, Arthur? Qualcuno deve avergli dato i documenti interni.”
“Qualcuno lo ha fatto. I registri IT mostrano un accesso non autorizzato al server archivio ieri notte. Le credenziali usate appartengono a Thomas, il vecchio segretario personale di Thatcher, che lavora ancora qui nell’ufficio logistica.”
“Licenzialo immediatamente. Anzi, no,” si corresse Kalista, la mente logico-legale che iniziava a elaborare una strategia a velocità vertiginosa. “Lascialo al suo posto. Controlla il suo computer, clona il suo hard disk senza che se ne accorga. Voglio sapere esattamente cosa ha scaricato e a chi lo ha inviato. Zia Lenora lo sa?”
“È con il consiglio di amministrazione in questo momento. Drexel ha chiesto una riunione d’urgenza. Sarà qui tra un’ora.”
“Bene,” disse Kalista, lo sguardo che si induriva, diventando identico a quello di sua zia. “Prepara la sala conferenze. Non permetterò a Marcus Drexel di calpestare il lavoro di una vita di Lenora, né permetterò a Thatcher di distruggerci dall’ombra.”
Quando Marcus Drexel entrò nella sala conferenze della Vance Holdings, non aveva l’aria di un uomo d’affari, ma quella di un conquistatore. Era alto, vestito con un abito gessato impeccabile, accompagnato da un esercito di avvocati armati di valigette ventiquattrore.
Lenora era seduta a capotavola. Kalista era in piedi accanto a lei. Non c’era traccia di paura nei loro occhi.
“Lenora,” esordì Drexel con un sorriso predatorio. “Gli anni passano, ma tu sei sempre qui. Anche se, temo, non per molto.”
“Marcus,” rispose Lenora con un tono di ghiaccio puro. “Vedo che hai ancora l’abitudine di circondarti di iene. Spero per te che le paghi abbastanza, perché oggi perderanno la causa.”
Drexel si sedette, appoggiando i gomiti sul tavolo. “Non ci sarà nessuna causa. Ho qui i documenti, firmati da tuo figlio quando aveva la procura aziendale, che legano la Vance Holdings a un debito di ottanta milioni di dollari in penali immobiliari. Debito che la mia azienda ha appena acquisito. Dato il crollo delle vostre azioni di questa mattina, la banca vi chiuderà i rubinetti del credito. Siete in bancarotta, Lenora. Ma sono generoso. Ti offro di comprare l’azienda per trenta centesimi sul dollaro, ripianare i debiti e lasciarti andare in pensione con un po’ di dignità.”
Kalista fece un passo avanti, aprendo un fascicolo di pelle nera. “Un’offerta affascinante, signor Drexel. Se solo i documenti in suo possesso fossero validi.”
Gli avvocati di Drexel si scambiarono un’occhiata nervosa.
“Sono firmati da Thatcher Vance, ex vicepresidente, con piena autorità di firma aziendale. Sono validissimi,” ribatté il capo legale di Drexel.
“Oh, l’autorità di firma era reale,” ammise Kalista, camminando lentamente lungo il tavolo. “Ma c’è un dettaglio che il vostro informatore – suppongo il signor Thatcher Vance, che sta violando in modo palese la sua libertà vigilata associandosi a voi tramite intermediari – ha dimenticato di menzionare.”
Kalista estrasse un foglio protocollo filigranato e lo fece scivolare sul tavolo verso Drexel.
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