Mi sedetti con estrema, provocatoria calma, con studiata, teatrale lentezza, e con incredibile compostezza monastica, direttamente sulla scomoda e avveniristica sedia ergonomica posizionata strategicamente di fronte a lui, ovviamente senza essere stata minimamente o garbatamente invitata dal padrone di casa a farlo.
Aprii dolcemente e silenziosamente la mia costosa e capiente borsa professionale in vera pelle fiorentina ed estrassi con infinita e calibrata lentezza zen un nuovissimo, gigantesco, durissimo e pesantissimo raccoglitore aziendale ad anelli.
Questa volta in particolare, però, il fantastico strumento del mio mestiere era rivestito da una rilegatura di plastica rigida di un colore rosso scuro, cupo, intenso e sottilmente e inequivocabilmente minaccioso per chiunque lo guardasse con un minimo di attenzione.
Lo appoggiai con brutale decisione, calcolata violenza controllata e fermezza chirurgica e inamovibile direttamente sulla fragilissima e trasparente superficie della sua lussuosa, costosa e minimale scrivania di cristallo italiano di design, producendo di colpo un fortissimo e inconfondibile tonfo sordo che fece tremare i suoi tre preziosi monitor collegati in rete locale.
Era esattamente e perfettamente l’esatto, inimitabile e identico medesimo rumore terribile, autoritario, spietato e inequivocabile che avevo già magistralmente e sapientemente prodotto solamente e malapena tre frenetici giorni lavorativi prima, all’interno della grande e lussuosa sala conferenze isolata di Caldera.
Ethan smise magicamente e simultaneamente di digitare codice all’istante preciso del tonfo sonoro, si immobilizzò fisicamente come un cervo abbagliato dai fari abbaglianti di un’auto nella notte nera, e finalmente, con incredibile lentezza esitante, alzò lentamente i suoi giovani, rossi e stanchi occhi verso di me, palesemente e profondamente sorpreso, spaventato e oltremodo infastidito dalla mia inattesa e brutale interruzione tattile e uditiva della sua bolla creativa protetta e intoccabile.
“Il tuo tanto sbandierato, fantastico, incredibilmente inarrestabile e decantatissimo scaling esponenziale ed esplosivo globale di cui vai tanto fiero,” iniziai a dire e scandire con una precisione letale e con un tono di voce piatto, freddo, misurato, calmo ma che non ammetteva nel modo più assoluto il benché minimo accenno di infantile o irrispettosa replica da parte del mio giovane e sfortunato interlocutore.
“Sta purtroppo e disastrosamente bruciando in questo esatto millisecondo tutta la preziosa e finita liquidità operativa del nostro amato fondo di investimento a un folle e suicida tasso percentuale quotidiano che è talmente folle, sconsiderato, inaccettabile e strutturalmente insostenibile che porterà inevitabilmente e matematicamente questa tua brillante, giovane e celebrata azienda direttamente, velocemente e inesorabilmente alla totale bancarotta controllata in tribunale entro la fine del mese e i primissimi giorni dei prossimi e tragici quattro mesi operativi.”
“Inoltre,” incalzai senza pietà e senza riprendere fiato, fissandolo implacabile negli occhi spalancati, “ho attentamente e scrupolosamente notato, leggendo le stupide e microscopiche clausole che tu non hai mai nemmeno degnato di uno sguardo veloce, che i tuoi mastodontici, astronomici e multimilionari contratti di fornitura tecnica stipulati incautamente con i principali, avidi provider monopolisti di servizi cloud globali non presentano, per pura e semplice e vergognosa negligenza gestionale, la benché minima, singola e misera clausola di salvaguardia finanziaria, legale o temporale necessaria e sufficiente per attutire adeguatamente e assorbire gli ingenti costi derivanti dagli improvvisi e colossali picchi anomali di traffico imprevisti sui server.”
“E, come se non bastasse nemmeno tutto questo colossale e intollerabile scempio gestionale e dilettantismo puerile in una startup di alto livello,” aggiunsi e conclusi implacabilmente il mio attacco verbale frontale, sporgendomi minacciosamente in avanti, invadendo volutamente e fisicamente, con tutto il busto, il suo sacro e prezioso spazio vitale di giovane, pallido genio indiscusso della programmazione informatica in codice C++.
“L’intera tua incredibilmente complessa, fragile, incomprensibile e da te tanto stoltamente e stupidamente celebrata struttura logica e crittografica di presunta e garantita conformità legale, relativa alla sola gestione digitale e archiviazione privata remota degli importantissimi, preziosi e delicatissimi dati sensibili e medici di tutti gli utenti europei e dei cittadini americani coinvolti nel vostro database primario, vìola palesemente, macroscopicamente, oggettivamente e in modo a dir poco grottesco e imperdonabile almeno, e dico limitandomi solamente a citare i primi risultati di ricerca, ben tre severe e inequivocabili direttive legislative federali che sono ampiamente diffuse, studiate e severamente e inflessibilmente in vigore a livello internazionale fin dallo scorso, assolato e noto mese di gennaio di questo stesso e lunghissimo anno solare e civile in corso.”

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