Pensò a quel giorno fatidico di tanti anni prima, a quel banchetto di nozze in cui un’altra donna aveva cercato di umiliarla e di rubarle la felicità. Corisande aveva cercato di abbattere il suo castello con un pugno. Isolde, in risposta, aveva costruito un impero inattaccabile.

Mentre la musica iniziava a suonare e le bollicine di champagne venivano versate per il brindisi finale, Isolde appoggiò la testa sulla spalla di Alessandro, sentendo il calore rassicurante della sua mano sulla vita.

Non c’erano più battaglie da combattere. Aveva vinto. E la parte più bella era che sapeva, con assoluta e indomabile certezza, che il meglio doveva ancora venire.