“Centoventi milioni di dollari spaccati sono stati spostati da un conto svizzero gestito da Marco verso una holding fantasma con sede alle Isole Cayman.”
“E indovina chi risulta essere l’unica e sola beneficiaria registrata di questa holding fantasma?” chiese Leo retoricamente, anche se Julian conosceva già l’oscura risposta.
“Victoria Langford,” rispose Julian a voce alta, in modo che l’intera e silenziosa sala da ballo potesse sentire chiaramente il nome della traditrice.
Victoria crollò in ginocchio sul pavimento freddo di marmo, il suo costoso vestito di seta borgogna che si allargava intorno a lei come una grottesca pozza di sangue finto.
Iniziò a singhiozzare disperatamente, implorando pietà, ma le sue false lacrime non suscitarono alcuna compassione negli occhi spietati di Julian.
Marco, capendo di essere in trappola, cercò di estrarre la pistola dalla fondina nascosta sotto la giacca elegante, ma gli uomini di Julian furono incredibilmente più veloci e lo sbatterono violentemente a terra in un istante.
“Centoventi milioni di dollari e il controllo assoluto del mio impero mafioso,” disse Julian, guardando il fratello schiacciato inesorabilmente sotto gli stivali pesanti dei suoi guardaspalle.
“Questo era il misero prezzo che avete stabilito insieme per vendere la mia vita.”
“Credevate davvero, brutti idioti arroganti, che sareste riusciti a farla franca spacciando la mia morte per un improvviso e tragico infarto durante il banchetto di fidanzamento?”
“Volevate avidamente festeggiare brindando con il mio champagne mentre il mio cadavere era ancora caldo sul pavimento.”
Julian fece un profondo respiro, reprimendo a stento l’impulso primordiale e brutale di ucciderli entrambi con le sue stesse mani in mezzo a tutti quegli invitati.
“Portateli via, giù nelle cantine insonorizzate,” ordinò Julian con voce atona e mortale, condannando di fatto il proprio fratello e la fidanzata al peggiore degli inferni possibili sulla terra.
Le urla terrorizzate di Victoria e le imprecazioni rabbiose di Marco riecheggiarono a lungo nei corridoi mentre venivano trascinati via senza pietà dalla vista degli ospiti letteralmente pietrificati.
Julian si sistemò con calma i gemelli d’oro della camicia, rivolgendosi poi alla folla sconvolta e muta.
“La festa è ufficialmente finita, signori miei; vi prego di lasciare la mia casa in modo ordinato e di dimenticare ciò che avete visto.”
Senza aspettare di vedere le loro reazioni sottomesse, Julian si voltò e si diresse a grandi falcate verso le scale principali di marmo per raggiungere la sua suite privata.
Quando aprì la pesante porta della camera, il dottor Moretti stava già iniettando un potente antidoto endovenoso nel braccio fragile della giovane cameriera, svenuta sul lussuoso letto a baldacchino.
“Come sta la ragazza?” chiese Julian, con una sincera, inaspettata e rara nota di preoccupazione nella sua voce altrimenti dura.
“È stata incredibilmente fortunata, signor Ricci,” rispose il medico di fiducia, asciugandosi la fronte madida di sudore freddo con un fazzoletto di cotone.
“Ha bevuto solo un piccolo e rapido sorso prima di sentirsi male a causa dell’alta tossicità chimica; l’antidoto specifico sta già facendo effetto e i suoi parametri vitali si stanno lentamente stabilizzando.”
Julian si avvicinò cautamente al bordo del letto, osservando il viso pallido ed esausto di Allison, la donna innocente che era quasi morta soffrendo per colpa dell’insaziabile avidità altrui.
“Si riprenderà completamente da questa aggressione chimica?” insistette il temuto boss, fissando il volto vulnerabile della donna che gli aveva appena donato una seconda e preziosa possibilità di vita.
“Sì, senza dubbio, ma avrà bisogno di molto riposo assoluto e di cure mediche costanti per le prossime settimane,” confermò il medico, preparando una seconda flebo di soluzione fisiologica reidratante.
Circa un’ora dopo, sotto l’effetto benefico dei farmaci, Allison aprì lentamente gli occhi castani, profondamente confusa e spaventata dalla stanza opulenta e dal macchinario medico che ticchettava dolcemente accanto a lei.
Si mise a sedere con estrema fatica, gemendo per il dolore muscolare, e vide la figura imponente di Julian seduto in una poltrona di velluto scuro vicino alla grande finestra, che la osservava in assoluto silenzio.
“Cosa… cosa è successo là giù? Mi avete licenziata per la mia goffaggine?” sussurrò lei in preda al panico totale, con le lacrime agli occhi che minacciavano di scendere.
“Lucy… la mia bambina mi aspetta a casa… devo assolutamente pagare l’affitto entro la prossima settimana o ci butteranno in strada.”
Julian si alzò con grazia felina e si avvicinò al letto, mostrando un’espressione insolitamente dolce, grata e rispettosa sul suo volto solitamente severo e inclemente.
“Nessuno al mondo l’ha licenziata o oserà mai licenziarla, Allison,” disse Julian con una voce morbida, profonda e incredibilmente rassicurante.
“Il bicchiere da cui lei ha inavvertitamente bevuto era destinato solo a me ed era stato caricato con un veleno letale, preparato con cura da persone di cui io credevo di potermi ciecamente fidare.”
“Lei mi ha letteralmente salvato la vita oggi, prendendo in pieno il proiettile avvelenato che era destinato a fermare il mio cuore.”
Allison lo guardò a bocca aperta, faticando enormemente a processare l’immensità, la gravità e il pericolo di ciò che era appena accaduto nella sua apparentemente normale giornata di lavoro.
“Ho già inviato due dei miei uomini migliori e più fidati a casa sua per prendere la sua bambina, Lucy, con la massima cura,” continuò Julian, anticipando i suoi timori materni.
Allison sussultò per il puro terrore di madre, temendo il peggio, ma Julian alzò subito una mano rassicurante per fermare i suoi pensieri catastrofici.
“Non abbia alcuna paura, le prometto che sono andati a prenderla solo per portarla qui, al sicuro, in modo che possiate stare comodamente insieme mentre lei guarisce dalle tossine.”
“Inoltre,” aggiunse Julian, estraendo un sottile assegno circolare dalla tasca interna della giacca e appoggiandolo delicatamente sul comodino in legno di ciliegio, “questo è un modesto ringraziamento per lei.”
Allison abbassò lo sguardo ancora sfocato sul pezzo di carta e il suo cuore sembrò fermarsi per un istante leggendo la cifra astronomica stampata in inchiostro nero indelebile.
Dieci milioni di dollari, netti e ed esentasse.

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