“Non posso assolutamente accettare una somma del genere, signor Ricci, è una follia totale!” balbettò lei, tremando letteralmente di fronte a quella ricchezza inimmaginabile che avrebbe risolto istantaneamente ogni suo singolo problema terreno.
“Nel mio oscuro mondo, cara Allison, una vita salvata richiede un debito di sangue pagato sempre in pieno,” rispose Julian con un sorriso serissimo, definitivo e che non ammetteva repliche.
“Quei soldi le permetteranno di comprare una bella casa sicura per sua figlia, di mandarla nelle migliori e più prestigiose scuole del paese e di non dover mai più servire acqua o chinare il capo davanti a persone ingrate.”
“E se qualcuno, chiunque esso sia, dovesse mai disturbarla o minacciarla in futuro per qualsiasi motivo, lei avrà la mia protezione personale, feroce e incondizionata per il resto della sua vita.”
Le lacrime di pura paura e disperazione di Allison si trasformarono rapidamente in calde lacrime di travolgente, incredula e immensa gratitudine.
Non sapeva nel dettaglio chi fosse veramente Julian Ricci, né quali tremendi crimini nascondesse il suo passato spietato e sanguinario, ma sapeva con assoluta certezza che per lei e per la piccola Lucy quell’uomo spaventoso rappresentava un angelo custode inaspettato.
Mentre Allison stringeva l’assegno vitale al petto, sentì la massiccia porta della camera aprirsi lentamente.
La piccola Lucy entrò correndo, con il suo vestitino stropicciato e gli occhioni spalancati, e si gettò felicemente tra le braccia della madre in lacrime, stringendola forte.
Julian guardò quella tenera scena in rispettoso silenzio, indietreggiando silenziosamente verso la porta per lasciare a quella fortunata famiglia il proprio prezioso e privato momento di pace.
Il mondo crudele fuori dalla porta di quella camera da letto sarebbe sempre rimasto un luogo brutale, spietato e fatto di spietati tradimenti e violente vendette di sangue.
Marco e Victoria avrebbero implorato pietà e pagato fino all’ultimo respiro agonizzante la loro stupidità, la loro arroganza e il loro vile tentativo di furto e omicidio premeditato.
Julian avrebbe ripreso in mano il controllo assoluto e spietato del suo impero mafioso fin dalla mattina seguente, con il cuore tradito ancora più freddo, lucido e impenetrabile di prima.
Ma in quella precisa e lussuosa stanza, illuminata dalla calda e dorata luce del tramonto di Tampa, la pura innocenza era stata salvata dalla tragedia, l’immenso debito era stato ripagato e la giustizia, seppur oscura e brutale, aveva fatto il suo corso in modo assolutamente impeccabile.
Julian chiuse la pesante porta alle sue spalle, sentendosi finalmente, e forse per la primissima volta in tutta la sua vita violenta, un uomo che aveva fatto la cosa innegabilmente giusta.L’aria nelle cantine insonorizzate della tenuta Ricci era fredda, umida e impregnata dell’odore metallico e inconfondibile della paura pura.
Julian scese i ripidi gradini di pietra con una lentezza calcolata e spietata, lasciando che il rumore ritmico dei suoi passi scandisse i minuti che restavano ai traditori.
Marco era legato saldamente a una pesante sedia d’acciaio imbullonata al pavimento, il volto già tumefatto per il trattamento preliminare che Rocco gli aveva giustamente riservato.
Victoria, rannicchiata in un angolo oscuro, tremava in modo incontrollabile, il suo prezioso e costosissimo abito di seta borgogna ormai ridotto a stracci sporchi di polvere e lacrime.
Julian si fermò al centro della stanza debolmente illuminata, togliendosi lentamente la giacca dello smoking e arrotolandosi le maniche della candida camicia bianca.
Mostrò i complessi tatuaggi neri che gli coprivano gli avambracci, simboli del sangue versato e delle guerre vinte per costruire il suo impero intoccabile.
“Centoventi milioni di dollari, Marco,” esordì Julian, la sua voce bassa che vibrava nell’aria viziata come il ringhio di un predatore pronto a colpire.
“Hai venduto il tuo stesso sangue, l’uomo che ti ha cresciuto e protetto fin da quando eravamo bambini, per una cifra che io guadagno in meno di tre mesi.”
Marco sputò un grumo di sangue sul pavimento grigio, cercando di mantenere uno sguardo di sfida che però tremava di terrore represso.
“Tu mi hai sempre tenuto nell’ombra, Julian, mi hai sempre trattato come un fattorino glorificato mentre tu prendevi tutte le decisioni e ti godevi il potere assoluto!”
“Io ti ho tenuto in vita, stupido ragazzino viziato,” rispose Julian, sferrando un pugno improvviso, devastante e precisissimo allo stomaco del fratello.
Marco emise un gemito soffocato, piegandosi in avanti contro le corde che gli segavano i polsi mentre cercava disperatamente di riprendere fiato.
“Chi ti ha fornito l’aconito sintetico?” domandò Julian, afferrando Marco per i capelli sudati e costringendolo a guardarlo dritto negli occhi neri.
“Quel tipo di veleno chimico inodore non si compra certo al mercato nero locale, richiede contatti internazionali di altissimo livello.”
Victoria scoppiò in un pianto isterico, strisciando pietosamente sulle ginocchia verso le scarpe lucide di Julian nel patetico tentativo di impietosirlo.
“Julian, ti prego, te lo supplico, è stato tutto un suo piano diabolico, io non volevo farlo, mi ha costretta lui con le minacce!” urlò lei, con il trucco sciolto che le rigava il viso trasformandola in una maschera grottesca.
Julian abbassò lo sguardo su di lei, provando solo un disgusto profondo e incolmabile per la donna che aveva finto di amarlo per mesi.
“Tu hai fornito la holding alle Isole Cayman, Victoria, il tuo nome è l’unico che compare sui documenti bancari che Leo ha già intercettato.”
“Sapevi esattamente cosa stavate facendo, e hai persino avuto l’audacia di accusare una cameriera innocente mentre stavi cercando di uccidermi a casa mia.”
Si voltò di nuovo verso Marco, la pazienza ormai esaurita, estraendo lentamente un coltello a serramanico dalla tasca posteriore dei pantaloni.
Il rumore metallico della lama che scattava aprì gli occhi di Marco alla realtà cruda e inevitabile della sua fine imminente.
“Il Sindacato Volkov,” balbettò Marco in preda al panico totale, cedendo immediatamente non appena vide il riflesso argenteo della lama.
“I russi volevano i tuoi terminal portuali per il contrabbando d’armi, e tu avevi rifiutato il loro accordo il mese scorso.”
“Mi hanno contattato loro, mi hanno offerto i centoventi milioni e il veleno, giurandomi che mi avrebbero lasciato gestire il territorio al tuo posto!”
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