“Tuttavia,” riprese Julian, avvicinandosi lentamente. L’imponenza della sua presenza riempì lo spazio tra loro. “Hai rischiato molto. Sapevi chi era Victoria Langford. Sapevi che poteva distruggerti. Eppure non hai esitato. Ho visto le riprese delle telecamere di sicurezza. Non c’è stata una frazione di secondo di dubbio nel tuo sguardo.”
Emma strinse le spalle, sentendosi improvvisamente fuori posto con i suoi abiti dimessi in quella stanza da milioni di dollari. “Mia madre mi ha insegnato che il valore di una persona si misura da come tratta chi non ha nulla da offrirle. Non potevo permettere che la ferisse. Tutto qui.”
“Il tuo datore di lavoro, Halloway, ti ha licenziata,” disse Julian, osservandola attentamente. “Ho informato l’agenzia di catering che il loro contratto con la Sterling Enterprises è rescisso con effetto immediato a causa della condotta del loro direttore. Ma questo ti lascia senza lavoro.”
Emma sentì un nodo stringerle lo stomaco. “Troverò qualcos’altro. L’ho sempre fatto.”
Eleanor si sporse in avanti. “Che cosa studi, Emma? Ho notato come mi hai guardato prima, nella sala. Non era solo compassione. Hai guardato le mie mani, la mia postura, come se stessi valutando le mie condizioni di salute.”
Emma arrossì leggermente, sorpresa da quello spirito di osservazione. “Studio infermieristica. Sono al terzo anno. Lavoro nei catering per pagarmi le tasse universitarie e aiutare la mia famiglia.”
Julian ed Eleanor si scambiarono un lungo sguardo. Sembrava che tra loro passassero volumi interi di conversazione in una frazione di secondo.
“La mia attuale assistente personale,” disse Eleanor, “si sta trasferendo sulla costa orientale per stare vicino ai suoi nipoti. È una posizione fiduciaria, Emma. Richiede discrezione assoluta, capacità di gestire le mie terapie mediche, coordinare i miei impegni, e occasionalmente, come hai dimostrato stasera, fare da scudo contro gli avvoltoi che popolano il nostro mondo. Julian e io abbiamo bisogno di persone di cui potersi fidare. E la fiducia non si compra; si dimostra sul campo di battaglia.”
Emma sgranò gli occhi, il cuore che perdeva un colpo. “Mi sta offrendo un lavoro?”
“Ti sto offrendo una carriera,” intervenne Julian, fermandosi di fronte a lei. Era così vicino che Emma poteva sentire il leggero profumo di sandalo e agrumi della sua colonia. “Lavorerai direttamente per lei. Lo stipendio coprirà le tue tasse universitarie, le spese mediche della tua famiglia, e ti permetterà di non dover mai più servire champagne a persone come Victoria Langford. In cambio, chiedo lealtà assoluta. E che tu continui i tuoi studi, perché Eleanor non accetterebbe mai che qualcuno rinunci alla propria educazione.”
Emma sentì le lacrime pizzicarle gli occhi. Pensò a Leo, ai suoi respiri affannosi, alle bollette ammucchiate sul tavolo della cucina. Pensò ai turni massacranti che la lasciavano esausta sui libri di anatomia. Quella che le veniva offerta non era una via d’uscita, era una porta spalancata su una nuova vita.
“Io… non so cosa dire,” sussurrò Emma, la sua solita fermezza che vacillava sotto il peso di quella generosità.
“Dì di sì, cara,” rispose Eleanor, appoggiandosi allo schienale con un sospiro soddisfatto. “E poi vai a casa a riposare. Il signor Vance ti farà accompagnare. Inizierai lunedì mattina. Abbiamo un impero da gestire e non ho tempo per le assistenti che si fanno intimidire dai prepotenti.”
Emma guardò Eleanor, poi sollevò lo sguardo verso Julian. Il miliardario aveva un’espressione indecifrabile, ma l’angolo della sua bocca era piegato in un accenno di sorriso. Non era il predatore spietato che il mondo conosceva, ma l’uomo che proteggeva la sua famiglia a ogni costo. E, in qualche modo, aveva deciso di estendere quella protezione anche a lei.
“Sì,” disse Emma, la voce finalmente ferma, chiara e piena di una nuova determinazione. “Accetto. Non vi deluderò.”
“Non ne ho il minimo dubbio, signorina Carter,” rispose Julian.
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