Álvaro, da parte sua, ereditò legalmente la restante metà del pazo, quella che apparteneva di diritto e da generazioni alla famiglia Roldán senza alcuna macchia di peccato o di furto.
L’uomo decise fermamente di non vendere la proprietà ai grandi investitori stranieri, ma di unire piuttosto le sue forze lavorative con quelle di Elena per creare una nuovissima e prestigiosa etichetta di vino biologico, nata come simbolo tangibile di eterna riconciliazione e sincera amicizia.
La vecchia e accogliente casa di Roque Salgado rimase per sempre un luogo immensamente caro a tutti loro, dove spesso le due famiglie allargate si riunivano felici per cenare, ridere e bere insieme fino a tarda notte.
E poi, come un vero eroe d’altri tempi, c’era l’insostituibile Sombra.
Il vecchio e acciaccato mastino dal pelo grigio, che secondo l’arrogante Javier non valeva assolutamente nulla, aveva ampiamente dimostrato al mondo intero di avere un cuore infinitamente più puro e nobile di qualsiasi cinico essere umano.
Il cane trascorse beatamente i suoi ultimissimi e sereni anni di vita dormendo comodamente al caldo, sdraiato su un costoso tappeto persiano davanti al grande camino scoppiettante del pazo, perennemente viziato e coccolato con prelibatezze dal piccolo Nico e dalla dolce Lucía.
Non doveva più scappare furtivamente alle prime luci dell’alba per cercare disperatamente e ostinatamente verità dolorose sepolte nella terra fangosa, umida e fredda.
La grottesca maleta completamente vuota che Javier aveva usato in modo tanto teatrale per cacciare di casa il proprio fratello minore fu simbolicamente gettata e bruciata in un grande falò nel cortile principale, cancellando così l’ultimo, triste ricordo di quell’atto di pura e gratuita crudeltà.
Álvaro si ritrovava ora molto spesso a guardare i suoi rigogliosi vigneti baciati dal caldo sole del pomeriggio, riflettendo in silenzio su quanto la vita umana potesse rivelarsi inaspettatamente imprevedibile, giusta e straordinariamente poetica.
L’enorme e disinteressato sacrificio di assistere per anni il padre gravemente malato e allettato non era stato affatto ricompensato con borse d’oro o possedimenti materiali immediati, ma con qualcosa di inestimabile: la vera e unica chiave per la verità assoluta.
Aveva ereditato molto più di un vecchio e stanco cane che faticava palesemente a salire le ripide pendenze della collina; aveva di fatto ereditato l’onore, il rispetto e l’intatta dignità di un uomo finalmente e profondamente giusto.
Le famose 28 hectáreas di terreno fertile ora fiorivano rigogliose sotto una nuova, etica e amorevole gestione agricola, finalmente libere e purificate dal veleno insidioso della menzogna e della cupa corruzione del passato.
Ogni singola volta che il giovane Nico correva felice, libero e spensierato tra i filari ordinati delle vigne verdi, Álvaro sapeva nel suo cuore di padre che il futuro della sua amata famiglia era finalmente al sicuro per sempre.
La meravigliosa valle della Ribeira Sacra continuava a scorrere placida, silenziosa e maestosa insieme alle acque scure e profonde del fiume Sil, ergendosi a custode millenaria e silenziosa di storie umane intrise di tragiche cadute e splendide redenzioni.
E ogni singolo, prezioso calice di quel vino rosso e corposo versato con gioia in quella grande casa di pietra era, da quel glorioso giorno in poi, un brindisi solenne e sincero dedicato alla lealtà incondizionata, alla memoria incancellabile e alla giustizia finalmente e trionfalmente ritrovata.

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