Mentre osservava i grafici olografici che proiettavano i profitti del terzo trimestre — un balzo del 214% rispetto all’era Whitaker —, la porta di vetro si aprì silenziosamente.

Alexander Vance entrò, portando con sé quell’aura di magnetica autorità che faceva ancora tremare i dirigenti più anziani. Nonostante la loro partnership fosse ormai di dominio pubblico, la chimica tra loro non si era affatto assestata nella routine; al contrario, bruciava con un’intensità che sembrava alimentarsi delle sfide quotidiane.

“Se continui a far salire i margini in questo modo, Evelyn, il governo inizierà a chiederci di stampare moneta per loro,” disse Alexander, avvicinandosi e posandole un bacio leggero, ma inequivocabilmente possessivo, sulla tempia.

Evelyn sorrise, appoggiandosi al tocco di lui senza distogliere lo sguardo dai dati. “Il governo è troppo lento per i nostri algoritmi, Alexander. E poi, sai bene che mi annoio se non superiamo le proiezioni.”

Alexander ridacchiò, un suono profondo che le fece vibrare il petto. Si sedette sul bordo della scrivania, ignorando le proiezioni olografiche che gli attraversavano il braccio. “A proposito di non annoiarsi. Abbiamo un problema, o meglio, una mosca fastidiosa che continua a ronzare attorno alla nostra rete.”

Evelyn si raddrizzò, l’istinto predatorio immediatamente all’erta. “Dimmi.”

“Il nostro team di sicurezza informatica ha rilevato una serie di micro-intrusioni nei server di backup isolati. Non nel codice sorgente principale, grazie al cielo e ai tuoi firewall paranoici, ma nei vecchi archivi. Quelli che contengono le prime versioni dell’algoritmo, i prototipi che hai sviluppato cinque anni fa.”

Evelyn inarcò un sopracciglio. “Perché qualcuno dovrebbe voler rubare una tecnologia obsoleta? Il modello Alpha è lento, pieno di bug e altamente instabile su grandi volumi di dati. È il motivo per cui l’ho scartato.”

“Perché chiunque stia cercando di entrare non sa che è obsoleto,” rispose Alexander, i suoi occhi grigi che si stringevano in due fessure calcolatrici. “E chi è l’unica persona al mondo così disperata, rancorosa e stupida da credere di poter usare il tuo vecchio lavoro contro di te?”

Evelyn sentì un brivido freddo, non di paura, ma di profondo disgusto. “Julian.”

“Il nostro caro Julian,” confermò Alexander. “Ma non sta agendo da solo. È troppo incompetente per hackerare persino il mio tostapane. I nostri analisti hanno tracciato gli indirizzi IP dei tentativi di intrusione. Rimbalzano attraverso una mezza dozzina di server ombra, ma portano tutti a Ginevra. Più precisamente, alla Kael Industries.”

Evelyn conosceva bene quel nome. Victor Kael era un oligarca europeo della tecnologia, un uomo noto per le sue tattiche spietate, lo spionaggio industriale e una totale mancanza di etica. Era il tipo di uomo che Julian avrebbe cercato nel suo momento di massima disperazione: qualcuno abbastanza ricco da finanziarlo e abbastanza amorale da usare codice rubato.

“Julian sta cercando di vendere a Kael la mia vecchia architettura, spacciandola per la versione aggiornata,” dedusse Evelyn, la mente che già lavorava a mille all’ora. “Kael vuole entrare nel mercato americano del trading predittivo ad alta frequenza, ma è anni indietro rispetto a noi. Se mette le mani sul modello Alpha, e Julian lo aiuta a colmare le lacune…”

“Potrebbero causare danni,” concluse Alexander. “Non per batterci a lungo termine, ma potrebbero inondare il mercato con transazioni fasulle, destabilizzare il nostro titolo azionario e creare una campagna diffamatoria. Kael è uno specialista nel creare caos.”

Evelyn si alzò, camminando verso la grande vetrata che dominava Manhattan. Il cielo era grigio, gravido di pioggia. Incrociò le braccia sotto il seno.

“Julian non impara mai, vero?” sussurrò. “Pensavo che l’umiliazione e la bancarotta fossero bastate. Ma la sua vanità è una malattia terminale.”

Alexander la raggiunse, mettendosi dietro di lei. Le avvolse le braccia intorno alla vita, tirandola contro il suo petto solido. “Possiamo schiacciarlo, Evelyn. Posso mobilitare i miei avvocati, far scattare un’indagine federale per spionaggio industriale prima ancora che riescano a decrittare un solo byte.”

“No,” rispose Evelyn dolcemente, appoggiando la testa contro la spalla di Alexander. Un sorriso freddo, tagliente come il diamante, le affiorò sulle labbra. “Gli avvocati sono noiosi, Alexander. E ricordi cosa ci siamo ripromessi?”

“Niente più cose noiose,” mormorò lui contro i suoi capelli. “Qual è il piano, mia perfida regina?”

“Vuole il modello Alpha?” gli occhi di Evelyn brillarono di un’oscura genialità. “Glielo daremo. Ma con qualche… personalizzazione. Lasceremo aperta una porta sul retro nei vecchi server. Abbastanza stretta da far sembrare che abbiano dovuto faticare per aprirla, ma abbastanza larga da permettere loro di scaricare il pacchetto. Solo che io riscriverò una parte del codice.”

Alexander si irrigidì per la sorpresa, poi una risata di pura, malvagia ammirazione gli sfuggì dalle labbra. “Un Cavallo di Troia.”

“Esattamente. Un codice dormiente. Funzionerà perfettamente nei loro simulatori chiusi a Ginevra. Kael crederà di avere tra le mani il Santo Graal. Investirà miliardi per lanciare la sua nuova piattaforma. E quando decideranno di presentarla al mondo, quando cercheranno di usarla per attaccare i nostri mercati… il codice si risveglierà. E farà esattamente l’opposto di ciò che dovrebbe.”

“Li farà a pezzi dall’interno,” sussurrò Alexander, baciandole il collo. “Dio, Evelyn. A volte mi chiedo se dovrei essere terrorizzato da te.”

Lei si voltò tra le sue braccia, posandogli le mani sul petto, sentendo il battito forte e rassicurante del suo cuore. “Finché sei dalla mia parte, Mr. Vance, non hai nulla da temere.”

Il piano fu messo in atto la notte stessa. Evelyn, lavorando da sola nel buio del suo ufficio illuminato solo dalla luce blu dei monitor, dissezionò il suo vecchio modello Alpha. Era come guardare vecchie foto di sé stessa: acerba, geniale ma ingenua. Isolò le directory che sapeva Julian avrebbe cercato, perché erano le uniche di cui lui avesse mai compreso i titoli.

Poi, con la precisione di un chirurgo che inietta un veleno a rilascio lento, inserì l’algoritmo dormiente. Era un capolavoro di crittografia. Se analizzato superficialmente, appariva come un banale loop di ottimizzazione. Ma al segnale giusto, avrebbe invertito ogni parametro di rischio, trasformando una strategia di trading sicura in un suicidio finanziario istantaneo.