L’ombra di Julian Whitaker era finalmente e definitivamente dissolta. Non era più una moglie invisibile, non era più la mente segreta dietro il trono di un uomo mediocre. Era la regina del suo stesso impero, e sedeva accanto al re che si era scelta da sola.

Alexander le prese il viso tra le mani, i pollici che le accarezzavano gli zigomi perfetti. I suoi occhi grigi erano oscuri, ardenti di una passione che la distruzione di Julian aveva solo infiammato ulteriormente.

“Nessuno, in tutta la mia vita, mi ha mai tolto il respiro come fai tu,” sussurrò lui, prima di chinarsi e baciarla.

Fu un bacio profondo, avvolgente, che sapeva di champagne, di vittoria assoluta e della promessa di un futuro che non avrebbe mai, in nessuna circostanza, conosciuto la parola noia. Evelyn si perse in lui, chiudendo gli occhi mentre le luci della costa sfrecciavano fuori dai finestrini, correndo verso una vita in cui l’oscurità era stata domata, e la luce le apparteneva completamente.