“Stanno trattenendo il respiro,” mormorò Alexander, chinando la testa verso di lei in modo che i loro volti fossero pericolosamente vicini per gli standard della società, offrendo ai fotografi un’angolazione perfetta.
“Lasciali soffocare,” rispose Evelyn, con un mezzo sorriso. “Hanno passato dieci anni a fingere che io fossi un’ombra sul muro. Stasera, sono il fuoco che brucia la casa.”
Raggiunsero il margine della pista da ballo proprio mentre l’orchestra d’archi, che si era fermata per l’ingresso spettacolare, riprendeva timidamente a suonare le prime note di un valzer lento, malinconico ma carico di tensione.
Alexander si voltò verso di lei. Senza chiedere, le posò una mano ferma e calda sulla vita nuda, dove la seta del vestito si apriva in un profondo scollo sulla schiena. Il tocco le mandò un brivido lungo la colonna vertebrale, un brivido non di paura, ma di un risveglio tanto a lungo atteso. Evelyn posò la mano libera sulla sua spalla, intrecciando le dita dell’altra mano in quelle di lui.
Iniziarono a ballare.
Non c’era esitazione tra loro, nonostante fosse la prima volta che ballavano insieme. I loro passi erano perfettamente sincronizzati, una coreografia fluida che li portò al centro esatto della stanza, sotto il lampadario più grande, proprio nel punto focale di ogni singola telecamera e di ogni singolo sguardo.
“Devo confessarti una cosa, Evelyn,” sussurrò Alexander, guidandola in un giro impeccabile. “Ho aspettato questo momento per cinque anni.”
Lei lo guardò, inarcando un sopracciglio perfetto. “Cinque anni? Sei un uomo molto paziente, Alexander. Cosa successe cinque anni fa?”
“La cena di beneficenza per l’Ospedale Pediatrico,” ricordò lui, i suoi occhi che si oscuravano per un istante. “Julian era su di giri per una grossa acquisizione. Prese il microfono, si prese tutto il merito. Ma io ero seduto due tavoli più in là. E avevo visto i documenti. Avevo riconosciuto la struttura finanziaria. Non era farina del suo sacco. Era tua. Quella mente brillante, quei calcoli spietati… era tutto tuo. L’ho guardato deriderti quella sera, chiamarti ‘la mia piccola contabile’, e ho visto i tuoi occhi. Ho saputo in quel momento che lui non ti meritava, e che prima o poi ti saresti svegliata.”
Evelyn sentì una stretta al cuore, ma mantenne il viso impassibile. “Julian è un esperto nel prendere il lavoro degli altri e metterci la sua firma. Ho creduto per troppo tempo che fosse quello l’amore. Costruire il piedistallo su cui lui si ergeva.”
“E stasera hai deciso di prenderlo a martellate, quel piedistallo,” concluse Alexander, stringendola un po’ più a sé.
“Stasera è solo l’inizio,” ammise lei, la voce che tremava appena, per l’adrenalina. “Un’ora fa, prima di scendere in strada e chiamare l’autista, ho firmato i documenti per il divorzio. E non solo. Ho inviato una mail al consiglio di amministrazione. Ho i brevetti, Alexander. I brevetti della tecnologia che sostiene tutta l’infrastruttura della Whitaker Enterprises. Li ho registrati io prima del matrimonio. Sono a mio nome.”
Alexander emise una bassa risata di puro apprezzamento. Era il suono di un uomo che aveva appena scoperto che la donna che ammirava era ancora più formidabile di quanto avesse immaginato. “Scacco matto. Hai appena decapitato la sua azienda.”
“Esattamente. Lui voleva una modella per abbellire il suo braccio,” disse Evelyn, lanciando un’occhiata fugace oltre la spalla di Alexander, verso Julian, che stava letteralmente spingendo la gente per farsi strada verso di loro. “Io voglio riprendermi il mio regno.”
“Allora,” sussurrò Alexander, il suo respiro caldo contro l’orecchio di lei, “facciamolo impazzire ancora un po’.”
Evelyn non fece in tempo a chiedere cosa intendesse. Alexander si fermò per una frazione di secondo nel mezzo del valzer, le fece inclinare leggermente la schiena, sorreggendola con una forza inaudita, e si chinò. Non la baciò sulle labbra, sarebbe stato troppo, troppo volgare per il suo scopo. Invece, premette le labbra contro la curva del suo collo, proprio dove pulsava il sangue, respirando il profumo costoso di Evelyn. Fu un gesto di un’intimità così sfacciata, così profondamente possessiva e devota, che decine di flash esplosero contemporaneamente, accecando la sala.
Fu troppo per Julian.
“Toglile le mani di dosso, bastardo!”
La voce di Julian tagliò la musica come un rasoio arrugginito. La band smise improvvisamente di suonare. Un violoncellista produsse un suono stridulo, interrompendosi a metà nota. Il silenzio che seguì fu assoluto, tombale, carico di un’elettricità statica che faceva rizzare i peli sulle braccia.
Julian irruppe sulla pista da ballo, il respiro affannato, il farfallino storto. Il volto, solitamente così affascinante e fotogenico, era contorto in una smorfia di rabbia cieca e infantile. Fissò Alexander con un odio che avrebbe sciolto il vetro, per poi spostare lo sguardo su Evelyn. Nei suoi occhi non c’era ammirazione per la sua bellezza travolgente; c’era solo l’indignazione del padrone a cui è scappata la preda.
“Che diavolo di spettacolo stai mettendo in piedi, Evelyn?” sibilò Julian, afferrandole brutalmente il polso. “Andiamo a casa. Immediatamente. Sei impazzita?”
Alexander non si mosse, ma la sua espressione cambiò. L’eleganza rilassata svanì, sostituita dall’istinto del predatore. I suoi muscoli si tesero e la sua mano scattò, afferrando il polso di Julian con una presa d’acciaio.
“Lasciala andare, Whitaker,” disse Alexander, la voce così bassa e letale da far rabbrividire la prima fila di spettatori. “O ti spezzerò il braccio davanti a ogni telecamera di questa città. Scegli saggiamente.”
Julian deglutì, cercando di mantenere la facciata di superiorità, ma la morsa di Alexander era insopportabile. Lasciò andare il polso di Evelyn, massaggiandosi la pelle arrossata. “Questa è una questione privata tra me e mia moglie, Vance. Togliti di mezzo. Stai approfittando di una donna instabile.”
Evelyn fece un passo avanti, mettendosi tra i due uomini. Non si era mai sentita così lucida, così centrata in tutta la sua vita. Non aveva bisogno che Alexander la difendesse; aveva bisogno che lui fosse il suo testimone, proprio come il resto del mondo.
Popular Posts
→- 1
- 2
- 3
- 4
Recently Viewed
Stories you read recently will appear here.



