“È il mio capolavoro,” concluse lei, la voce che vibrava di amore assoluto. “L’ho fatto per te. Perché prima di incontrare te, tagliavo pietre per nascondermi dal mondo. Ora taglio pietre per conquistarlo insieme a te.”

Il boss della mafia, l’uomo che piegava governi e spezzava vite, cadde in ginocchio sul ponte in teak del Sovereign. Non le chiese nulla, non disse una parola. Si limitò ad abbracciarle i fianchi, premendo il viso contro il suo grembo in un gesto di totale e incrollabile sottomissione.

Maeve gli accarezzò i capelli, guardando il sole rosso sorgere sul Mediterraneo.

L’ereditiera arrogante aveva tagliato un vestito. Ma aveva inavvertitamente scatenato l’impero. E su quell’impero, governato dal re delle ombre e dalla regina della luce, il sole non sarebbe mai tramontato. L’oscurità aveva trovato la sua gemma più preziosa, e nessuno, in questo mondo o nel prossimo, gliel’avrebbe mai portata via.