“Non si tratta affatto di questo vecchio e stupido rancore infantile e tu in fondo lo sai benissimo in cuor tuo,” disse prontamente mia madre, sentendosi accusata e mettendosi subito e pesantemente sulla difensiva negando l’evidenza, alzando istericamente e fastidiosamente il tono stridulo della voce per cercare di sovrastarmi e interrompermi.
“Noi due ti abbiamo da sempre e costantemente amata esattamente allo stesso e identico modo con cui abbiamo amato tua sorella, sei tu che hai fin da piccola sempre avuto un carattere impossibile, difficile, scontroso e ribelle a qualsiasi regola familiare!”
“Questa che hai appena pronunciato è una patetica, velenosa e colossale bugia, mamma, e non ho assolutamente più la benché minima intenzione o energia mentale per continuare a sprecare la mia preziosa vita a fingere di crederci ciecamente solo per farvi sentire dei genitori migliori o meno colpevoli per i danni che avete causato.”
“Adesso chiudi bene quella tua bocca ipocrita e ascoltami molto bene senza provare a interrompermi, perché vi dirò queste pesanti e definitive parole una sola, chiara e unica volta in tutta la mia vita, e poi non ripeterò mai più il concetto in futuro.”
Mi alzai di scatto dal comodo e morbido divano e iniziai a camminare nervosamente, ritmicamente e velocemente avanti e indietro per il grande soggiorno illuminato dal sole del mio appartamento, trovando gradualmente un’immensa, pura e inesauribile forza vitale rinvigorente nelle mie stesse parole che venivano finalmente pronunciate ad alta e ferma voce senza censure.
“Se mai, da oggi in poi, uno di voi due, oppure mia sorella Ruth, o perfino quel suo inutile, arrogante e disastroso compagno Brandon si azzarda a presentarsi a casa mia o ad avvicinarsi di nuovo a una qualsiasi mia legittima e legale proprietà personale, chiamerò immediatamente le forze dell’ordine senza avvisarvi.”
“Non sto facendo finta per spaventarvi, non sto esagerando in preda alla rabbia e non sto assolutamente scherzando; sono estremamente, mortalmente e inflessibilmente seria a questo preciso riguardo.”
“Sporgerò senza esitare e tramite i miei legali una denuncia penale e formale per tentato furto, appropriazione indebita, violazione di domicilio o danneggiamento intenzionale alla proprietà privata, e lo farò senza pensarci due volte o provare alcun tipo di patetico rimorso filiale verso di voi.”
“E se per caso papà, in uno dei suoi soliti, imprevedibili e pericolosi momenti di delirio di onnipotenza e arroganza patriarcale, prova anche solo a presentarsi senza invito e senza appuntamento a casa mia o alla reception del mio ufficio per tentare di prendere con la forza qualcosa che mi appartiene di diritto, chiamerò immediatamente la polizia e la sicurezza privata e lo farò scortare fuori dall’edificio in manette davanti a tutti i miei colleghi e passanti.”
“Voi tutti, agendo in modo combinato e complice contro di me, avete varcato e abbondantemente superato un sacro, invalicabile e definitivo limite etico e morale che non potrà mai e poi mai essere cancellato, perdonato o ignorato in alcun modo e in nessuna circostanza.”
“Caroline, sei completamente, irrimediabilmente e totalmente fuori controllo emotivo!” urlò prepotentemente di nuovo mio padre, che aveva evidentemente strappato rabbiosamente e violentemente il telefono dalle mani tremanti e indebolite di mia madre che ormai stava chiaramente piangendo senza ritegno.
“Sei solo un’ingrata spregevole, un’egoista senza cuore e una persona veramente orribile e arida dentro!”
“Dopo tutto quello che questa povera e onesta famiglia ha sempre fatto per te nel corso di tutti questi lunghi e faticosi anni…”
Non gli lasciai assolutamente il minimo spazio temporale o l’opportunità verbale di finire di pronunciare la sua patetica, tossica e velenosa frase prefabbricata piena zeppa di menzogne storiche e bugie manipolatorie che usava sempre per piegarmi alla sua volontà tirannica.
“Dopo esattamente tutto quello che io ho dovuto fare e affrontare rigorosamente da sola in totale e disperata solitudine dall’età di quindici anni in poi?” lo interruppi bruscamente e in modo inaspettato, alzando finalmente e liberatoriamente la voce al massimo volume per la primissima volta durante tutta la durata di quella estenuante conversazione telefonica.
“Io e soltanto io mi sono pagata faticosamente fino all’ultimo centesimo l’intera istruzione universitaria superiore lavorando di notte, nei fine settimana e durante tutte le mie vacanze mentre i miei coetanei si riposavano.”
“Io e soltanto io, senza mai chiedervi un solo prestito o un misero dollaro di aiuto, mi pago orgogliosamente e puntualmente ogni singolo mese il mio salatissimo affitto di casa fin da quando ero una ragazzina costretta a crescere troppo in fretta a causa vostra.”
“Io, e solamente io con le mie forze e la mia intelligenza, ho faticato per avere un credito impeccabile, ho firmato autonomamente il contratto dal concessionario e ho felicemente comprato questa meravigliosa macchina nuova di zecca utilizzando esclusivamente i miei fottuti risparmi duramente e dolorosamente sudati in banca.”
“Voi due non avete mai, e dico mai, fatto nulla di concreto, amorevole, disinteressato o utile per me negli ultimi diciassette lunghissimi e bui anni della mia vita, se non aspettarvi silenziosamente e pretenziosamente che mi facessi sempre umilmente da parte, mi annullassi e mi sacrificassi sull’altare del vostro egoismo per fare costantemente e ingiustamente spazio ai continui e prevedibili fallimenti scolastici, amorosi e professionali di Ruth.”
“Beh, mi dispiace informarvi che il mio spazio personale, il mio tempo, le mie risorse e il mio denaro adesso sono definitivamente, legalmente e psicologicamente chiusi e sigillati per tutti voi.”
“La generosa e illimitata banca della mia pazienza e della mia tolleranza ha ufficialmente chiuso per sempre i battenti a causa della vostra ripetuta e imperdonabile bancarotta emotiva e morale nei miei confronti.”
“Non provate assolutamente a cercarmi in giro, non mandate altre persone a parlarmi e, per l’amor di Dio, non chiamatemi mai più a questo numero per il resto della vostra miserabile vita.”

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