Fece per andarsene, ma si fermò e mi guardò. Negli anni, tra me e Matteo si era instaurato un tacito rispetto. Lui sapeva che io vedevo tutto, sentivo tutto, e non parlavo mai.
«Tieni gli occhi aperti, Emily,» mormorò. «E assicurati che la stanza antipanico abbia scorte fresche.»
Un brivido freddo mi scivolò lungo la schiena. L’ultima volta che avevo controllato la stanza antipanico era stato durante la guerra contro i Bellini. «Cosa sta succedendo, Matteo?»
Lui esitò, poi decise che ero abbastanza fidata da sapere. «Lorenzo Bellini. Il fratello maggiore di Vanessa. Tutti pensavamo che fosse morto in Sud America cinque anni fa, rinnegato dal padre. Ma a quanto pare è vivo. Ed è tornato. Ha radunato i superstiti del cartello di suo padre e si è alleato con la Bratva russa. Vuole la testa di Luca… e vuole la vecchia.»
Guardai Rosa, che dormiva pacificamente, ignara della tempesta di sangue che si stava addensando di nuovo su di noi. «Vuole vendicare Vanessa.»
«Vanessa, suo padre, il suo impero perduto. Tutto.» Matteo strinse i pugni. «Non dirle nulla per ora. Ma preparati.»
PARTE II: IL TRADITORE
Nei giorni successivi, l’atmosfera nella tenuta divenne asfissiante. Luca raddoppiò i turni di guardia. Furono installati nuovi riflettori. Gli uomini della sicurezza camminavano con i fucili d’assalto in bella vista, non più nascosti sotto i giacconi.
Luca convocò me e Rosa nel suo ufficio una sera. Era stanco, le ombre sotto i suoi occhi neri erano più scure del solito.
«Rosa,» iniziò Luca, la voce dolce ma ferma. «C’è un problema. Un residuo del passato. Voglio che tu ed Emily partiate per la Svizzera. Ho preparato uno chalet sicuro, sul lago di Lugano. Ci sono uomini fidati lì. Partirete stanotte con il jet privato.»
Rosa, seduta rigidamente sulla poltrona di pelle, piantò il suo bastone sul tappeto con un tonfo sordo. «Io non vado da nessuna parte, Luca.»
«Rosa, ti prego. Lorenzo Bellini è un cane rabbioso. Non ha le vecchie regole d’onore. Colpirà chiunque io ami per ferirmi.»
«E tu credi che fuggire mi salverà?» ribatté l’anziana, con una fierezza che mi fece mozzare il fiato. «Ho settantasette anni, Luca. Il mio cuore è già a metà strada verso l’altro mondo, dove mi aspetta la mia Elena. Non morirò scappando tra le nevi svizzere. Morirò qui, nella casa dove il ricordo di mia figlia è ancora vivo. Nel giardino che ha piantato lei.»
Luca chiuse gli occhi, passando una mano tra i capelli scuri. Sapeva di non poterla convincere. Rosa aveva la stessa testardaggine ostinata che aveva fatto innamorare Luca di Elena.
«Emily,» si voltò verso di me, lo sguardo implorante. «Almeno tu. Ti pagherò il triplo. Ti darò una nuova identità. Vai con lei, costringila, o vai da sola per salvarti.»
Feci un respiro profondo. Fuggire era l’opzione logica. Ero solo una dipendente. Ma guardai Rosa. Poi guardai Luca. Loro erano la mia famiglia ora. L’unica che avessi.
«La Signora Rosa ha bisogno delle sue medicine alle otto in punto, signor Moretti. E detesta come fanno il tè in Svizzera,» dissi, mantenendo la voce ferma. «Io resto.»
Luca mi fissò per un lungo momento. Poi, con un lento cenno del capo, accettò la mia lealtà. Aprì un cassetto della scrivania e tirò fuori qualcosa di metallico e pesante. Lo spinse sul tavolo di legno massiccio verso di me.
Era una Glock 19, nera, opaca. Accanto, c’erano due caricatori di scorta.
«Spero che tu non debba mai usarla, Emily,» disse Luca. «Ma se qualcuno entra in questa casa e non è uno dei miei uomini… spara a vista. Niente domande.»
Presi l’arma. Era fredda. Pesa. Ma la infilai nella tasca profonda del mio grembiule nero senza esitare.
Il pericolo, tuttavia, non arrivò da fuori. Arrivò dall’interno.
Due giorni dopo, stavo portando la biancheria pulita nell’ala ovest della tenuta, un’area destinata alle stanze degli ospiti e attualmente vuota. Mentre passavo davanti a un corridoio di servizio, sentii un odore aspro. Tabacco da fiuto. Nessuno degli uomini di Luca usava tabacco da fiuto; fumavano sigari o sigarette. L’unico che avevo visto usarlo era Marco, uno dei nuovi picciotti assoldati di recente dalla fazione di Brooklyn per rinforzare il perimetro.
Mi fermai, schiacciandomi contro il muro.
C’era una porta socchiusa, quella del locale contatori ausiliari. Sbirciando dalla fessura, vidi Marco. Aveva una torcia tra i denti e stava armeggiando con i cavi della centralina del sistema di sicurezza. Stava inserendo un piccolo dispositivo nero — un bypass elettronico — tra i fili.
Il mio cuore iniziò a martellare nel petto come un tamburo impazzito. Era un infiltrato. Lorenzo Bellini non aveva bisogno di sfondare i cancelli; qualcuno gli stava aprendo la porta dall’interno.
Arretrai lentamente, cercando di non fare il minimo rumore. Dovevo avvisare Matteo o Luca.
Ma feci un passo di troppo. La mia scarpa scricchiolò su un’asse di legno leggermente allentata. Un suono minuscolo, ma nel silenzio del corridoio suonò come uno sparo.
Marco si voltò di scatto, la torcia che illuminò la fessura della porta. I nostri occhi si incontrarono per una frazione di secondo.
«Maledizione,» sibilò lui, estraendo una pistola dalla giacca.
Non aspettai. Lasciai cadere il cesto della biancheria e corsi. Conoscevo i corridoi di quella tenuta come le mie tasche. Mi infilai in un passaggio di servizio usato dai camerieri, chiudendomi la porta a molla alle spalle. Sentii i passi pesanti di Marco correre dietro di me e il tonfo sordo del suo corpo contro la porta un secondo dopo che l’avevo chiusa.
Corsi verso la biblioteca. L’adrenalina mi pompava nelle vene, offuscandomi la vista.
«Matteo!» urlai, irrompendo nell’atrio principale.
Matteo apparve in cima alle scale principali, un fucile d’assalto già in mano. «Emily! Cosa c’è?»
«Marco! Il nuovo ragazzo di Brooklyn! Ha messo un bypass alla centralina del sistema di sicurezza nell’ala ovest!»
Il volto di Matteo divenne una maschera di furia pura. Prese la radio trasmittente attaccata al petto. «Tutte le unità, codice rosso! Abbiamo un traditore all’interno. Trovate Marco e uccidetelo a vista. Difesa del perimetro livello massimo. Ripeto, codice…»
Popular Posts
→- 1
- 2
- 3
- 4
Recently Viewed
Stories you read recently will appear here.



