Ma dalla mia stanza, avevo accesso ai monitor di sicurezza e alla radio a circuito chiuso, il cordone ombelicale che mi collegava alla squadra d’assalto.
Luca non aveva mandato un plotone di esecuzione; aveva guidato l’assedio di persona. Don Salvatore viveva in una villa fortificata a Staten Island. L’arroganza del vecchio boss gli faceva credere di essere intoccabile, che le regole non scritte impedissero a un boss di uccidere un altro boss in casa sua senza il consenso delle altre Famiglie.
Luca calpestò quelle regole.
Attorno alle tre del mattino, le radio cominciarono a gracchiare.
«Cancelli perimetrali sfondati,» annunciò la voce metallica di Matteo. «Abbiamo preso le torrette. Nessun sopravvissuto.»
L’infiltrazione fu brutale. Luca usò gli esplosivi C4 per far saltare le porte blindate sul retro della villa di Salvatore, cogliendo nel sonno le guardie pesantemente armate. Era un massacro strategico. Nessuno sparò per ferire.
Dal mio letto, ascoltavo il respiro affannoso degli uomini sulla frequenza radio, il crepitio sordo delle armi silenziate. Il cuore mi batteva nel petto a un ritmo insostenibile. Ero terrorizzata che da un momento all’altro la voce di Matteo annunciasse che Luca era caduto.
«Siamo al secondo piano. Corridoio ovest sgombro,» disse la voce di Luca. Fredda, chirurgica. «La stanza del vecchio è in fondo.»
C’erano cinque guardie d’élite a difesa della camera padronale. Dalla radio si udì un violento scontro a fuoco, grida, ordini impartiti in italiano stretto. Una granata stordente esplose, sovrastando le comunicazioni con uno stridio acuto.
Poi, il silenzio.
«Fermo, non muoverti,» ordinò Luca. La sua voce era vicina al microfono.
«Sei un pazzo fottuto, Moretti,» sputò una voce anziana, graffiante. Salvatore Romano. L’uomo che aveva ordinato la mia morte. «L’intera Commissione ti scuoierà vivo per questo. Io sono intoccabile.»
«Tu sei polvere,» rispose Luca, senza un grammo di emozione. «Hai toccato l’unica cosa sacra che era rimasta nella mia casa. Mi hai imposto ultimatum e hai cercato di uccidere la mia famiglia. Guarda bene questa canna, Salvatore. È l’ultima cosa che vedrai prima dell’inferno.»
«Aspetta!» urlò una terza voce. Una voce di donna, acuta e terrorizzata. Isabella. La figlia di Salvatore. «Vi prego, non fategli del male! Ha fatto tutto per me, vi prego!»
Nel silenzio freddo del mio letto, mi aggrappai alle lenzuola. Le regole della mafia, quelle non scritte ma incise nel sangue, imponevano che le donne e i bambini non fossero mai toccati. Ma la stessa mafia, quel giorno sull’autostrada, aveva cercato di ammazzarmi.
«Portala fuori, Matteo,» ordinò Luca.
«No! Lasciatemi! Padre!» Le urla di Isabella si allontanarono, soffocate, mentre Matteo la trascinava via dalla stanza.
Salvatore rise, una risata secca e amara. «E così sarai tu a farmi fuori, Luca. Il vedovo pazzo. Credi che le altre quattro famiglie accetteranno te come leader? Sei isolato.»
«Non voglio essere accettato,» sibilò Luca. «Voglio essere temuto. Stanotte, New York impara a chinare la testa.»
Udii due spari sordi. Nessun’altra parola fu detta. Il regno di quarant’anni di Don Salvatore Romano terminò non in una guerra di tribunali o in vecchie faide romantiche, ma sul tappeto di casa sua, giustiziato dall’uomo a cui aveva cercato di portare via tutto.
«Qui Delta Uno,» disse la voce di Luca alla radio, atona. «Obiettivo eliminato. Incendiate la villa. Non deve restare niente. Torniamo a casa.»
Mi lasciai cadere sui cuscini, esausta, le lacrime calde che mi rigavano le guance graffiate. Era finita. Il vuoto che Salvatore avrebbe lasciato sarebbe stato riempito da Luca, non per successione politica, ma per il diritto del più spietato.
PARTE X: CENERE E RINASCITA
L’indomani, la notizia del massacro di Staten Island sconvolse l’intera nazione. I telegiornali parlavano di una guerra tra gang, ma nelle strade e nei club privati delle città, il messaggio era chiaro: nessuno sfidava Luca Moretti. Nessuno.
Le altre quattro famiglie di New York, di fronte all’annientamento brutale del loro membro più potente, scelsero la codardia della sopravvivenza. Nel giro di due settimane, mandarono emissari alla tenuta per giurare fedeltà a Luca. Non ci furono patti matrimoniali. Non ci furono richieste. C’era solo l’accettazione che lui fosse il Capo dei Capi.
Io ci misi un mese per rimettermi in piedi completamente.
Era un tardo pomeriggio di primavera quando decisi di fare la mia prima passeggiata fuori, nel giardino sul retro che scendeva verso la scogliera. Zoppicavo leggermente a causa della costola, e mi aiutavo con un bastone. Non era un bastone qualunque; era quello con il pomo d’argento che un tempo apparteneva a Rosa.
Il sole accarezzava i roseti in fiore. L’aria sapeva di salsedine e lavanda.
Sentii dei passi sull’erba dietro di me. Non mi girai. Sapevo esattamente chi era. Riconoscevo il suo modo di camminare, silenzioso ma inesorabile.
Luca si fermò al mio fianco, le mani in tasca al cappotto scuro aperto, guardando l’orizzonte dove l’oceano si infrangeva contro le rocce. I suoi occhi sembravano meno stanchi, come se l’aver bruciato i nemici che ci minacciavano avesse cauterizzato anche parte delle sue ferite interiori.
«I medici avevano detto riposo assoluto per un’altra settimana, Emily,» disse, la sua voce bassa ma permeata di calore.
«Il riposo mi stava facendo impazzire,» risposi, accennando un sorriso. Mi voltai a guardarlo. «E qualcuno doveva controllare i registri delle quote delle Famiglie di New York. Ho già trovato due tentativi di frode fiscale da parte dei Lucchese. Credono ancora che io non sappia usare i loro trucchi contabili.»
Luca sorrise. Un sorriso vero, che raggiunse gli occhi, increspando le piccole rughe agli angoli. Era un’espressione così rara che mi scaldò il petto.
Fece un passo verso di me e, senza preavviso, mi abbracciò.
Fu un abbraccio diverso da quello disperato e fangoso dell’autostrada. Fu un abbraccio calmo, saldo. Posò il mento sulla cima della mia testa, stringendomi contro di sé. Inspirai il profumo del suo dopobarba al bergamotto, misto al fumo dei sigari e all’odore intrinseco di potere che emanava.
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